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Prove Invalsi 2013 "sono mostruosità". Cobas: sciopero scuola di 3 giorni

Le prove Invalsi 2013 sono "una mostruosità", sottolinea il filologo Luciano Canfora, perché creano una "impostazione standardizzata" del sapere, gli fa eco il Cobas, che indice uno sciopero della scuola di 3 giorni ed un sit-in sotto il MIUR.

Il sindacato Cobas scuola riporta le parole di Luciano Canfora che definisce le prove Invalsi, che prenderanno il via domani, una vera e propria "mostruosità, una cosa senza alcun senso, che può servire a premiare chi è dotato di buona memoria, non chi ha spirito critico". Il filologo e saggista sottolinea infatti come le prove Invalsi rappresentano "il trionfo postumo di Mike Bongiorno in nome del cretinismo universale" perché se si toglie "allo studente che si sta formando l'abito alla critica, alla capacità di comprendere e di studiare storicamente" questo viene traformato "in un pappagallo dotato di memoria e nulla più, un suddito, non un soggetto politico". Canfona ne è certo: "L'Invalsi e tutta la quizzologia di cui siamo circondati sono gli strumenti per ottenere questo pessimo risultato. La cosa migliore sarebbe eliminare l'Invalsi e restituire i test a chi li ha inventati". Il Cobas ha lanciato anche un appello contro "l'Invalsi e il Sistema di (S)valutazione", dove si invita a lottare contro "la scuola quiz" che annulla "le soggettività coinvolte nell'atto pedagogico" visto che "ad uno studente privo di pensiero critico corrisponde un docente trasformato in tabulatore sempre più lontano dall'autonomia e dalla libertà d'insegnamento". Le prove Invalsi, sottolinea infatti il Cobas, crea una "impostazione standardizzata" del sapere, assolutamente "inadeguata a rilevare il grado di preparazione di uno studente, di un aspirante docente, di un aspirante studente universitario, né tanto meno è in grado di dare indicazioni serie sull'efficacia di un docente o di un'istituzione scolastica". Nell'appello dei Cobas viene inoltre fatto notare come le prove Invalsi sono spinte in particolare dal sistema economico e politico dominante "affinché la scuola italiana si adegui alle esigenze del sistema produttivo, che non è interessato a che la scuola miri alla formazione complessiva dei futuri cittadini, ma vuole che addestri una forza lavoro in possesso di competenze generiche e flessibili, capaci di adattarsi alla condizione di precarietà endemica che li aspetta nel mondo del lavoro".

Per protestare quindi contro l'uso delle prove Invalsi come strumento di valutazione dell'istruzione pubblica, i Cobas hanno convocato lo sciopero generale della scuola di tre giorni, il 7 maggio nelle materne e nelle elementari, il 14 maggio nelle medie e il 16 maggio nelle superiori. Le date delle prove Invalsi 2013 sono infatti fissate per scuola primaria il 7 ed il 10 maggio 2013. Nel dettaglio le prove Invalsi 2013 del 7 maggio sarà, per la seconda elementare, di lettura e italiano, mentre per la quinta elementare di italiano. Le prove Invalsi del 10 maggio 2013 saranno invece sia per la seconda che per quinta elementare di matematica e scienza. Le date delle prove Invalsi 2013 per la prima media sono fissate invece il 14 maggio mentre il 16 maggio è il turno della seconda superiore, quando gli alunni si cimenteranno in un test a risposta multipla di italiano, matematica e scienze. Infine, per le prove Invalsi 2013 della terza media la data è stata fissata il 17 giugno, e in questo caso il risultato del test contribuirà alla valutazione e al voto finale.

Inoltre, i Cobas hanno indetto per il 7 maggio e per il 16 maggio un sit-in a Roma sotto la sede del MIUR. Il sindacato fa notare come ancora non sia chiara la posizione sui test Invalsi della neo-ministra dell' Istruzione Maria Chiara Carrozza, visto che "dovrebbe trovarsi in difficoltà nel conciliare la sua notevole preparazione scientifica con demenziali indovinelli". Il sindacato auspica comunque che il ministro Carrozza accetti un confronto su questi temi e sugli altri per cui lo sciopero (il primo con il nuovo governo) è indetto e cioè, come spiega Paolo Bernocchi portavoce Cobas, "la restituzione a docenti ed Ata del salario rubato con il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità; l'annullamento della deportazione dei docenti 'inidonei' e dell'espulsione degli Ata precari; l'assunzione dei precari su tutti i posti disponibili; il rifiuto delle prove selettive per entrare a scuola e delle classi-pollaio; la restituzione nella scuola del diritto di assemblea e di contrattazione per tutti/e".

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