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Prove Invalsi 2013, FLC CGIL: "irrisolti nodi già denunciati"

Iniziano le prove Invalsi 2013 per la scuola primaria, media e superiore. Le date fissate vanno dal 7 al 16 maggio, ma cresce la protesta. La FLC CGIL continua ad essere molto critica nei confronti delle prove Invalsi, almeno così strutturati, e chiede di "restituire protagonismo alle scuole e ai docenti".

Al via le prove Invalsi 2013. Le date fissate per le prove Invalsi sono per scuola primaria fissate il 7 ed il 10 maggio 2013. Nel dettaglio le prove Invalsi 2013 del 7 maggio sarà, per la seconda elementare, di lettura e italiano, mentre per la quinta elementare di italiano. Le prove Invalsi del 10 maggio 2013 saranno invece sia per la seconda che per quinta elementare di matematica e scienza. Le date delle prove Invalsi 2013 per la prima media sono fissate invece il 14 maggio mentre il 16 maggio è il turno della seconda superiore, quando gli alunni si cimenteranno in un test a risposta multipla di italiano, matematica e scienze. Infine, per le prove Invalsi 2013 della terza media la data è stata fissata il 17 giugno, quando si svolgeranno i test inseriti nell'esame di Stato conclusivo del primo ciclo, e cioè il risultato del test contribuirà alla valutazione e al voto finale. E mentre gli studenti, anche i più piccoli, si apprestano a superare questo scoglio, le organizzazioni sindacali continuano a rimanere sul piede di guerra. In prima linea contro i test Invalsi, almeno per come sono ad oggi strutturati, è la FLC CGIL, che commenta criticamente gli "sviluppi" e le "promesse" che precedono le prove di quest'anno. Il sindacato sottolinea infatti che rimangono ancora "irrisolti e confermati tutti i nodi già denunciati" rispetto alle prove Invalsi, tra cui:
- un atteggiamento autoritario (codificato dall'approvazione del regolamento da parte di un governo che aveva già chiuso il suo mandato);
- un'impostazione parziale e riduttiva: tutto viene ridotto alle prove e, come se non bastasse, le prove hanno grossi limiti. Al tempo stesso, il ruolo dell'Invalsi si dilata in modo invasivo a coprire ambiti non propri, ma spettanti a chi ha ruolo politico e non tecnico, oltre a svilire progressivamente dell'immagine stessa dell'autonomia scolastica;
- nessuna risorsa al sistema scolastico per avviare reali processi di valutazione e autovalutazione;
- un silenzio sprezzante sull'aggravio di lavoro per il personale docente e di segreteria che deve essere riconosciuto economicamente;
- un'apertura sostanziale all'utilizzo 'selvaggio' degli esiti delle prove in funzione di improprie e deleterie competizioni tra scuole (il cosiddetto format onnicomprensivo ci sembra una vera foglia di fico).
Infine, la FLC CGIL fa notare come si continui a negare che "le prove servano alla valutazione degli alunni mentre si mantiene la prova d'esame per il primo ciclo (che ne altera e stravolge gli esiti) e si procede con la sua introduzione anche nel secondo ciclo". Il sindacato ricorda quindi come sulle prove Invalsi sono un anno fa si impegnava affinché "ai fini di un adeguato potenziamento del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche, siano assicurati adeguati criteri, tra cui la previa individuazione con metodo statistico del campione su cui effettuare le rilevazioni, nonché la somministrazione delle prove mediante rilevatori esterni adeguatamente formati e la diffusione dei risultati alle istituzioni scolastiche coinvolte". Per questo, la FLC CGIL ritiene che vada cambiato radicalmente il regolamento sulla valutazione delle prove Invalsi, sottolineando al contempo la necessità di abolire le prove Invalsi d'esame e ripristinare una rilevazione degli apprendimenti su base campionaria.

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