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Addio ticket? Arriva la franchigia e la tessera sanitaria bancomat

Il governo Monti pensa proprio a tutto, e così rivede anche il sistema dei ticket, al cui posto subentrerà una franchigia che verrà scalata da una tessera sanitaria bancomat. Ma in agguato c'è sempre il rischio privacy.

Il ticket sembra destinato ad essere solo un ricordo del passato. Il governo Monti pare che abbia tutta l'intenzione di adottare, al suo posto, il metodo della "franchigia", che equibale a dire che una parte dei soldi per le spese sanitarie saranno totalmente a carico del cittadino, mentre il restante a carico dello Stato, o meglio del Servizio Sanitario Nazionale.

Un'opera di "beneficenza" da parte di Mario Monti, in nome della tanto sbandierata equità? Non proprio. Al posto dei ticket, che nel 2014 avrebbe subito un rincaro per le manovre estive del governo Berlusconi, sarà applicata una franchigia in base al reddito familiare complessivo, calcolata sul reddito ISEE (i cui parametri il governo si appresta, naturalmente, a cambiare).

In altre parole, scompariranno tutte le esenzioni in base al reddito (attualmente fino 36mila euro circa), l'età (bambini fino a 6 anni e anziani oltre i 65), le malattie croniche e gli invalidi, perché ogni medicinale, prestazione sanitaria o anche intervento chirurgico verrà pagato dal cittadino fino al raggiungimento del plafond ricavato dal calcolo del 3 per mille sul proprio reddito.

Una persona, per esempio, con un reddito fino a 10mila euro pagherà per ogni prestazione o farmaco convenzionato con il servizio pubblico sanitario fino ad un massimo di 30 euro, tutto il resto sarà gratuito. Stesso discorso per chi dichiara un reddito più alto, per esempio 100mila euro. In questo caso, visto che la matematica non è un'opinione, niente sarà "gratuito" fino ad un massimo di 300 euro, dopodiché tutto sarà a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Passati 12 mesi, la franchigia verrà "rigenerata".

Luca Coletto, coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, dichiara la propria contrarietà alla proposta perché sarebbe "la riedizione della tassa sulla salute degli Anni Novanta".

Infatti, anche se all'apparenza l'idea del governo Monti può sembrare "invitante", a conti fatti non lo è, senza contare che c'è il rischio che prima che scatti la fine dell'anno in molti faranno "incetta" di quei farmaci (magari non strettamente essenziali) che dal primo gennaio dell'anno successivo avrebbero dovuto pagare a causa della "rigenerata" franchigia, i cui costi quindi ricadranno interamente sul Servizio Sanitario Nazionale.

Ma come verrà tenuta la contabilità della franchigia? Il governo Monti ha pensato anche a questo, ideando una nuova tessera sanitaria che fungerà praticamente da bancomat, dalla quale verrà scalata la propria "franchigia" mano a mano che si effettuano delle spese sanitarie. Dopodiché, presumibilmente, ad ogni "strisciata" di tessera sanitaria, il farmaco o la prestazione sarà gratuito (e addebbitato interamente allo Stato).

L'introduzione di una nuova tessera magnetica "bancomat" presuppone però un nuovo sistema che vedrà in circolo dati personali molto sensibili, per i quali non si sa ancora nulla riguardo la sicurezza e la eventuale trasmissione a terzi, tipo assicurazioni sulla vita, altri enti governativi e privati, ecc.

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