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Tessera del tifoso: per Maroni non è una schedatura

Il prossimo campionato di calcio partirà con una novità assoluta: la tessera del tifoso, tanto contestata perché stando a quanto dicono molti sarebbe una sorta di schedatura e i tifosi si ricordano improvvisamente dei propri diritti costituzionali.

Il prossimo campionato di calcio partirà con una novità assoluta: la tessera del tifoso, tanto contestata perché stando a quanto dicono in molti sarebbe una sorta di schedatura. I tifosi non ci stanno, quindi, ad essere identificati e si ricordano improvvisamente dei propri diritti costituzionali, anche se in tasca la maggior parte avrà sicuramente un cellulare con una scheda a lui riconducibile, la carta che permette di avere sconti e premi non solo al supermercato ma in vari altri negozi e benzinai italiani, carte di credito, il telepass, un chip RFID dentro le scarpe appena comperate e tanto altro ancora. Senza contare che dal proprio iPad, iPhone, smartphone sono sempre collegati a Facebook o social network simili e una volta in automobile sono tracciati dall'immancabile navigatore satellitare. E questi sono solo gli esempi più banali. Ma una carta (che oltretutto è anche una prepagata) associata ad un tifoso è per gli amanti del calcio davvero la goccia che fa trabboccare il vaso. Eppure per il Ministro dell'Interno Roberto Maroni durante la presentazione del protocollo d'intesa tra Viminale, Ferrovie dello Stato e Autogrill ha chiarito che chi è contro "o non ha capito o pensa che la violenza sia cosa lecita, noi non siamo di questo avviso. E' stato detto che la tessera del tifoso è una sorta di schedatura. Non è così. Non è un mezzo per controllare, ma uno strumento per fidelizzare i tifosi per bene e lasciare fuori e scoraggiare chi va allo stadio per scopi diversi dallo spettacolo guardando la partita con le spalle al campo".
L'accordo stipulato prevede infatti uno sconto del 15% sul biglietto ferroviario per la trasferta e altri vari sconti presso gli autogrill ma anche i bar aderenti all'iniziativa, con addirittura la possibilità di un menù fisso. E naturalmente avere la certezza su chi ha viaggiato e su cosa ha mangiato e dove si è fermato prima o dopo la partita.
Quello che è certo, finora, è che senza la tessera del tifoso non si potrà andare in trasferta e non si potrà acquistare un abbonamento.
"Il mio sogno è che nei prossimi tre anni - ha confessato il Ministro Maroni - entro la fine della legislatura, vengano tolte tutte le barriere dagli stadi. Come accade in molti luoghi del mondo, sono convinto che anche qui si possa arrivare a questo".
Per adesso questo sogno è solo l'incubo di molti tifosi, alcuni dei quali sono pronti a ricorrere al Tar del Lazio perché è vietata l'emissione o la vendita della tessera del tifoso "per qualsiasi persona sottoposta al Daspo o che è stata condannata, anche se solo in primo grado e con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive". E si sa che in Italia siamo tutti un po' garantisti.

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