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Pacco bomba esploso in sede Equitalia Roma: ferito direttore Cuccagna

Un pacco bomba è esploso oggi a Roma, nella sede di Equitalia in via Andrea Millevoi, ferendo il direttore generale Marco Cuccagna. Si pensa ad una matrice anarchica. Su Twitter, e Facebook, i commenti si sprecano.

"Tre esplosioni contro banche, banchieri, zecche e sanguisughe" aveva promesso con una lettera scritta a mano e in italiano la Federazione anarchica informale, il gruppo che ha rivendicato il pacco bomba, intercettato e reso inoffensivo, indirizzato all'amministratore delegato della Deutsche Bank, Joseph Avkermann. Oggi un secondo pacco bomba è invece esploso, questa volta a Roma, nella sede di Equitalia, situata in via Andrea Millevoi 10 a Roma, in zona Ardeatino. Il pacco, spedito per posta, era indirizzato al direttore generale dell'agenzia adibita alla riscossione dei tributi, Marco Cuccagna. Il plico, una classica busta con involucro 'a bolle' recapitata per via postale, è scoppiato al momento dell'apertura, e Cuccagna è stato investito dall'esplosione, trasportato in codice giallo al Sant'Eugenio. Pare che Cuccagna abbia perso una falange. Sull'attentato indaga la Digos, anche perché si teme che in viaggio, a questo punto, ci possa essere un altro pacco bomba. La pista anarchica sembra infatti essere finora quella privilegiata dagli investigatori, che spiegano: "E' evidente per il modus operandi, per quanto accaduto di recente e per la profonda conoscenza dimostrata nel manipolare e gestire gli esplosivi. C'è una chiara continuità con quanto è stato messo in atto in passato". Come riportano le agenzie di stampa (Ign Adnkronos - http://is.gd/kBUA5p), alcune fonti della sicurezza spiegherebbero che i pacchi bomba in circolazione "potrebbero essere realmente tre o anche di più sia in Italia che all'estero", sottolineando come non "è certo un caso" il fatto che "il periodo scelto per mettere in atto questa nuova fase di attentati sia quello attuale, con la crisi economica che attanaglia l'Europa e che può finire per esacerbare gli animi, favorendo il malcontento e attivando circuiti perversi". "Con ogni probabilità non si tratta di un episodio isolato - concludono le fonti - e potrebbe essere in atto un'altra 'campagna natalizia' dei gruppi di ispirazione anarco-insurrezionalista" (http://is.gd/he6YXA). Immediata la solidarietà di tutto il mondo politico che, oltre ad esprimere la vicinanza al direttore Cuccagna, non manca di sottolineare come "Equitalia ha sempre svolto e continua a svolgere esclusivamente il proprio dovere, nel pieno rispetto delle leggi. Una funzione essenziale per il funzionamento dello Stato, senza la quale non sarebbe possibile erogare servizi ai cittadini ed alle loro famiglie", come precisa Mario Monti. Il ministro della Giustizia Paola Severino ricorda invece che "Equitalia ha sempre svolto con rigore una funzione estremamente importante per l'economia italiana". In rete, però, i commenti si sprecano. Un po' tutti si trovano naturalmente concordi su quello, per esempio, che precisa "alemarsia" che su Twitter (http://is.gd/JgaY7b) ricorda: "Quelli che lavorano ad Equitalia sono impiegati che fanno il proprio lavoro. Si cambi Equitalia ma non colpiscano le persone". L' "attacco", spesso umoristico, degli utenti di Twitter, come di Facebook, è rivolto infatti in particolare al "sistema" Equitalia, tanto che c'è "Alliandre" che rigira il cinguettio ironico di "VentoTagliente" (http://is.gd/Wi1hs9): "Pacco bomba in ag. Equitalia. Inquirenti in difficoltà: stanno cercando qualcuno che non abbia un buon movente...", ritwittando poi anche "panzallaria" (http://is.gd/GXW9om) che fa notare: "Manganelli alla polizia, Bolletta alle poste e Cuccagna a Equitalia: siamo a Topolinia, ora si che è tutto chiaro!!!!!". "VivalaSATIRA" scrive (http://is.gd/j4P8VY) "Roma: esplode pacco bomba in agenzia Equitalia. Si tratta di un arretrato" mentre la Nuova Sardegna twitta (http://is.gd/RhbO2w): "Equitalia, in Sardegna le imprese indebitate sono 70mila" rimandando al link http://is.gd/6tW91y. E' proprio in Sardegna, infatti, che nelle ultime settimane 7 donne sono entrate in sciopero della fame (leggi "Equitalia "piaga" della Sardegna: digiuno ad oltranza di 7 donne sarde" http://is.gd/bXpJFJ) per protestare contro una "crisi senza precedenti che mette in serio rischio gli equilibri sociali di questa terra" come fa notare l'iRS (Indipendentzia Repubrica de Sardigna). Il 24 novembre le donne sarde hanno incontrato il Prefetto di Sassari, dove hanno illustrato la drammatica situazione in cui versano migliaia di aziende della Sardegna (su Youtube al link http://is.gd/mqg5Na). "La Pattumiera" twitta (http://is.gd/jiAVm8) invece un articolo apparso su La Repubblica circa un anno fa, che titolava: "Perde la casa per 63 euro bufera su Equitalia" (http://is.gd/UXXz9p).

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