le notizie che fanno testo, dal 2010

Inizia processo su 11 Settembre: a Guantanamo e con censura

Inizia il processo contro gli attentatori dell'11 Settembre, in primis Khalid Sheikh Mohammed che si definisce "mente" e responsabile "dalla A alla Z" per gli attacchi. Nonostante le promesse di Obama, il processo sarà sotto una giuria militare e a Guantanamo, con possibilità di censura nelle riprese video.

Barack Obama aveva promesso che il processo contro Khalid Sheikh Mohammed e gli altri 4 imputati accusati di essere gli esecutori degli attentati dell'11 Settembre si sarebbe svolto in un tribunale civile, e invece è iniziato nella base USA di Guantanamo (http://is.gd/fiQL2E), dove sono rinchiusi.
In passato ci fu un primo tentativo di perseguire i 5 imputati nella base di Guantanamo, ed allora Khalid Sheikh Mohammed aveva deriso il tribunale, ritenendono illegittimo. L'amministrazione USA tentò anche di trasferire il processo a New York, ma una forte opposizione la fece presto desistere dall'intento.
I procuratori americani dovranno quindi dimostrare che il sistema giuridico militare sarà rispettoso degli standard internazionali, anche se Morris Davis, l'ex procuratore capo del campo di prigionia americano a Cuba, avrebbe dichiarato al Guardian che il processo non potrà mai essere equo, anche perché, nonostante le nuove regole approvate dal Congresso che vietano l'uso di prove estorte sotto tortura, in realtà sarebbero state ammesse alcune ottenute dopo procedimenti quali il waterboarding, cui Khalid Sheikh Mohammed è stato sottoposto ben 183 volte stando ad alcuni rapporti della CIA.
Il processo sarà seguito da 60 giornalisti internazionali accreditati e trasmesso per i familiari delle vittime presso le basi militari a New York e in tutta la East Coast attraverso un circuito chiuso, in differita però di 40 secondi e con possibilità di censura.
Khalid Sheikh Mohammed si è autoproclamato "mente" degli attentati dell'11 Settembre, e insieme agli altri 4 imputati dovrà rispondere di terrorismo, dirottamento di aereo, associazione a delinquere, omicidio in violazione delle leggi di guerra e strage per la morte di 2.976 persone e gli attacchi alla Torri Gemelle e al Pentagono, nonché per il dirottomento del volo United 93 in Pennsylvania 7.
La prima udienza si è dovuta inizialmente bloccare perché i legali degli imputati si sono lamentati del fatto, per esempio, che ai 5 sotto processo è stato impedito di indossare abiti civili. Inoltre Khalid Sheikh Mohammed si è rifiutato di rispondere alle domande, togliendosi l'auricolare che permetteva la traduzione simultanea.
L'avvocato civile di Khalid Sheikh Mohammed, David Nevin, ha spiegato che l'uomo non ha intenzione di rispondere perché ritiene il tribunale ingiusto. E' stato necessario, quindi, l'aiuto di un traduttore arabo affinché fosse garantita a Mohammed la possibilità di comprendere lo svolgimento del dibattimento.
Il giudice, il colonnello dell'esercito James Pohl, aveva avvertito che non avrebbe permesso agli imputati di bloccare l'udienza e che il processo sarebbe comunque continuato anche senza la loro partecipazione.
Nonostante venga auspicato che il primo giudizio venga sancito nel giro di sei mesi, uno degli avvocati degli imputati, James Connell, ha già annunciato che la fine del processo non si vedrà prima di molti anni.
GLI IMPUTATI Khalid Sheikh Mohammed, che afferma di essere responsabile "dalla A alla Z" per gli attacchi dell'11 Settembre, è di origine pakistana ma è nato nel Kuwait, ed è stato catturato in Pakistan nel 2003 per essere poi trasferito nella base di Guantanamo a Cuba nel 2006.
I procuratori degli Stati Uniti sostengono che è stato coinvolto in una serie di altre attività terroristiche, quali i bombardamenti del 2002 alla discoteca a Bali (Indonesia) ma anche dell'attentato al World Trade Center del 1993 e dell'omicidio del giornalista americano Daniel Pearl.
Mohammed ha affermato di essere stato più volte torturato nella base di Guantanamo, e diverse associazioni per i diritti umani sostengono che gli Stati Uniti abbiano cercato di tenere il caso sotto la commissione militare per impedire la divulgazione del duro trattamento dei prigionieri.
Gli altri imputati sono:
- Binalshibh, uno yemenita, inizialmente scelto per essere un dirottatore ma che poi avrebbe fornito solamente assistenza per trovare scuole di volo, poiché privo del visto americano.
- Waleed bin Attash, dello Yemen, che avrebbe allestito un campo di addestramento di al Qaeda in Afghanistan con simulatori di volo.
- Mustafa Ahmad al-Hawsawi, un saudita accusato di aiutare i dirottatori con soldi, vestiti occidentali, traveler's cheques e carte di credito.
- al-Aziz Ali, un cittadino pakistano e nipote di Mohammed, che avrebbe fornito i soldi ai sequestratori.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: