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Equitalia: esplode ordigno davanti sede di Olbia. Tornano le bombe

L'Italia oltre all'austerity sembra destinata a vedere un ritorno delle "bombe", visto che un nuovo ordigno è esploso, per fortuna senza provocare ferito, davanti ad un'altra sede di Equitalia, quella di via dei Maniscalchi ad Olbia.

Sembra che la tensione sociale continui a salire, nonostante l'insediamento del governo Monti dovesse portare, tra le altre cose, una sorta di "pacificazione", non solo politica. Mentre l'esecutivo vara provvedimenti che sembrano pensati più per le banche che per i cittadini, gli italiani continuano ad impoverirsi, anche di diritti. E così, la nuova bomba davanti ad una sede di Equitalia fa temere che nel prossimo futuro non si vedrà, in Italia, solo un ritorno dell'austerity ma anche delle "bombe". Ad essere finora maggiormente sotto "attacco" è Equitalia, probabilmente perché per migliaia di cittadini l'agenzia preposta alla riscossione dei tributi viene vista non solo come ingiustizia fiscale ma sociale. I primi di dicembre un pacco bomba è esploso nella sede centrale di Equitalia a Roma, ferendo, per fortuna in maniera non grave, il direttore Marco Cuccagna, colpito al volto e ad una mano (leggi http://is.gd/1TXxr1). Pochi giorni dopo una busta contenente una polvere bianca, che portò a sospettare potesse essere antrace ma che risultò essere solo zucchero, è stata recapitata invece ad una sede milanese di Equitalia. Lunedì 26 dicembre verso le 20:30, invece, è stata la sede Equitalia di Olbia, situata in via dei Maniscalchi, ad essere oggetto di questa nuova forma di "terrorismo", a volte neanche rivendicato. La vetrata d'ingresso di Equitalia ad Olbia è andata in frantumi a causa di una bomba per fortuna a basso potenziale, pare costituita da gelatina esplosiva, piazzata davanti alla porta dell'agenzia. A causa dell'ora, del freddo e del fatto che fosse un giorno di festa, per fortuna la bomba oltre a non aver causato molti danni non ha provocato feriti. Il clima però pare diventare sempre più rovente, anche perché, come testimonia Twitter, la notizia spesso viene commentata in maniera ironica mentre l'atto non sempre viene condannato a priori. La Sardegna, inoltre, è stata proprio in questi mesi protagonista di una importante protesta civile proprio contro i metodi di riscossione usati da Equitalia, portando 7 donne sarde ad iniziare uno sciopero della fame per chiedere l'applicazione (che finora non si è resa possibile) dell'articolo 51 dello Statuto speciale della Sardegna (leggi http://is.gd/bXpJFJ) a causa di "una crisi senza precedenti che mette in serio rischio gli equilibri sociali di questa terra" come denunciava L'iRS (Indipendentzia Repubrica de Sardigna). E la stessa iRS, Region'e Casteddu, in questi giorni aveva comunicato di aver attivato nella sede di Quartu Sant'Elena in via Verga 17 "lo sportello GRATUITO per le consulenze inerenti le problematiche legate alle banche e Equitalia" (servizio sarà attivo ogni Martedì dalle 19.30 alle 21.30).

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