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Concutelli libero. Uccise il giudice Occorsio. Ora sul mare di Ostia

Pierluigi Concutelli, 67 anni, che nel 1976 uccise il sostituto procuratore Vittorio Occorsio, è tornato libero per motivi di salute. Dalla sua casa di Portogruaro, dove era ai domiciliari, sarà trasferito sul litorale di Ostia.

Pierluigi Concutelli, 67 anni, è tornato libero, dopo che nel 2009 aveva già ottenuto i domiciliari a causa di una ischemia celebrale. La sospensione della pena dell'ex terrorista nero è però di due anni, cioè fino al 2 marzo 2013, ed è stata decisa per motivi di salute visto che dopo tre ischemie il leader storico di Ordine Nuovo (organizzazione terroristica di estrema destra, Wikipedia) non riesce a parlare e comunica a malapena scrivendo. Gli amici che lo accudiscono, tra cui Emanuele Macchi, uno dei capi dello spontaneismo armato, spiegano che verrà trasferito da Portogruaro "in una casetta sul mare, sul litorale di Ostia". Pierluigi Concutelli uccise a Roma il 10 luglio del 1976 il sostituto procuratore Vittorio Occorsio, dove nel volantino di rivendicazione si spiegava che "Un tribunale speciale del M.P.O.N. (Movimento Politico Ordine Nuovo, ndr) ha giudicato Vittorio Occorsio e lo ha ritenuto colpevole di avere, per opportunismo carrieristico, servito la dittatura democratica, perseguitando i militanti di Ordine Nuovo, le idee di cui questi sono portatori" (Wikipedia). Per l'omicidio di Occorsio, Concutelli venne condannato all'ergastolo, a cui se ne aggiunsero altri due per aver sgozzato in carcere "due neofascisti, Ermanno Buzzi e Carmine Palladino, implicati nelle inchieste sulle stragi di Bologna e di Brescia e da lui considerati delatori" (Corriere della Sera). Durante una intervista a La7 nel 2008 spiegava di non aver rinnegato quel periodo storico e quel contesto politico pur riconoscendo il rispetto per le vittime. Sconcertata e addolorata la famiglia di Vittorio Occorsio, dove il nipote del magistrato, che porta il suo stesso nome, si è lasciato andare ad uno sfogo invocando "la pena di morte", anche se successivamente il figlio del giudice ucciso, giornalista, precisa che "di pena di morte non è il caso di parlarne perché è estranea alla cultura della nostra famiglia". Poco dopo risponde al nipote di Occorsio Emanuele Macchi affermando che "se la legge è uguale per tutti allora va bene anche quella". La scelta di Ostia, invece, sembra essere ricaduta sul fatto che "molti ribadiscono", come si legge su Rainews (http://is.gd/46d8xb) che "è un posto popolato da molti pregiudicati e gente delle fazioni 'nere'", e quindi lì "ben accetto".

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