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Bari, gip: non ci sono indizi di terrorismo internazionale. Due su tre scarcerati

A quanto pare gli arresti di Bari e Milano non sono stati esattamente quel "successo investigativo di alto livello" descritto dal ministro dell'Interno Angelino Alfano. Due dei tre indagati sono stati scarcerati a 48 ore dal fermo, mentre il terzo rimane in carcere con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il Tribunale di Bari ha infatti escluso "in maniera decisa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione finalizzata al terrorismo internazionale".

A quanto pare gli arresti di Bari e Milano non sono stati esattamente quel "successo investigativo di alto livello" descritto dal ministro dell'Interno Angelino Alfano dopo l'operazione, mentre assicurava che "le nostre leggi antiterrorismo funzionano". In realtà, due dei tre indagati sono stati scarcerati a 48 ore dal fermo, mentre il terzo rimane in carcere ma solo con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, unica ipotesi di reato che resta in piedi. Il Tribunale di Bari ha infatti escluso "in maniera decisa la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione finalizzata al terrorismo internazionale". Il gip ha inoltre escluso che i video e le foto portate come prova dagli inquirenti (tra cui l'inquientante fotomontaggio di Barack Obama con la testa a forma d'asino), pubblicati su Facebook, "avessero finalità di addestramento e di allenamento personale al jihad". "Dall'esame degli elementi probatori deve escludersi la sussistenza di un gruppo impegnato in attività di ricerca, selezione, riproduzione di documenti idonei a diffondere l'idea terroristica, indicando comportamenti e modelli operativi a cui ispirarsi" precisa infatti il giudice per le indagini preliminari, che ha sottolineato come dalla Procura "non è stata fornita in alcun modo la prova della sussistenza di attività dimostrative dell'operatività della cellula e della funzionalità di essa al perseguimento della finalità di terrorismo internazionale, quali ad esempio l'attività di indottrinamento, reclutamento e addestramento al martirio di nuovi adepti (non può obliterarsi la reperibilità in qualsiasi sito internet delle informazioni e dei programmi contenuti nel materiale sequestrato), da inviare all'occorrenza nelle zone teatro di guerra, ovvero la raccolta di denaro destinato a sostegno economico dei combattenti del jihad all'estero". In sostanza, non basta una foto con un mitra giocattolo, come sarebbe stato quello in mano ad uno degli indagati, e qualche immagine scaricata da internet a fare di un un uomo un sospetto terrorista, che l'esecutivo italiano sembra sempre più ansioso di scovare.

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