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Ambasciate USA sotto attacco per film Maometto "montato ad arte"

L'11 settembre di 11 anni dopo: dopo un film su Maometto ritenuto blasfemo le Ambasciate USA in Libia, Egitto e Yemen sono state sotto attacco. L'ambasciatore americano in Libia è stato ucciso. Ma cosa c'è dietro il film e quali le vere ragioni di una "montatura ad arte" effettuata in post-produzione.

Un film che sarebbe stato finanziato con ben 5 milioni di dollari ma che sembra il prodotto uscito da qualche pessima scuola di cinema a basso costo avrebbe scatenato le violente proteste in Libia, dove è stato ucciso l'ambasciatore americano Chris Stevens e tre funzionati del consolato USA. Gli attacchi alle Ambasciate degli Stati Uniti non sono ancora terminati, visto che oggi sono state sotto assedio quelle dell'Egitto e dello Yemen. La situazione è confusa. Gli USA per sedare le rivolte inviano due cacciatorpediniere verso le coste libiche, ma anche una squadra di marines specializzati in anti-terrorismo. In queste ultime ore, infatti, si comincia già a parlare del fatto che dietro le proteste ci possa essere la longa manus di al-Qaeda, visto che tutto ha avuto inizio l'11 settembre. Dall'altra parte, i circa 14 minuti di trailer del film ritenuto blasfemo verso la religione islamica è ancora visibile su Youtube, e questo forse anche perché "gli Stati Uniti hanno una storia di libera espressione, e il governo non limita la libertà di espressione degli individui" afferma il segretario di Stato USA Hillary Clinton commentando le vicende legate a questo film. "Non importa quanto spiacevole possa essere il giudizio" prosegue ancora la Clinton parlando del film che avrebbe fatto infuriare il mondo islamico, dichiarando quindi che "la violenza come risposta non è accettabile". Hillary Clinton prosegue poi nel suo discorso precisando che "il governo degli Stati Uniti non ha assolutamente nulla a che fare con questo video", frase che ha molti è suonata come la classica excusatio non petita, accusatio manifesta. Qualcuno infatti si sta già cominciando a domandare non solo se è stato veramente il film dal titolo "The Innocence of Muslims" a scatenare questa crisi tra Stati Uniti e Medio Oriente, ma anche chi ha prodotto veramente il video, e perché. Finora l'unica cosa che sembra certa è la data di pubblicazione del trailer del film (http://www.youtube.com/watch?v=qmodVun16Q4) , che risale al 1 luglio 2012, postato su Youtube da un certo Sam Bacile, che a quanto pare sarebbe il regista. Sam Bacile, si dice, vivrebbe in California, ma chi l'ha cercato finora non l'ha trovato. Per questo motivo l'Associated Press ipotizza che questo potrebbe essere solo lo pseudonimo di Nakoula Basseley, un cristiano copto di 55 che vive a Los Angeles e che nel 2010 è stato condannato per frode bancaria federale. Nakoula Basseley ammette di aver lavorato alla produzione del film ma di non essere il regista. C'è poi il mistero della trama. Gli attori che hanno interpretato i personaggi di "The Innocence of Muslims" rivelano che in realtà, quando fu girato il film, tutti erano convinti che sarebbe stata narrata "la vita degli egiziani di 2000 anni fa". Dopo l'attacco all'ambasciata di Bengasi dove ha perso la vita Chris Stevens e altri tre diplomatici USA, tutti gli 80 membri del cast hanno emesso un comunicato congiunto per precisare di essere stati "ingannati dalla produzione", sottolineando: "Siamo scioccati dalla drastica riscrittura della sceneggiatura e per le bugie che hanno detto a tutti i soggetti coinvolti nel film. Siamo profondamente addolorati per le tragedie che si sono verificate". In altre parole, il film sembra essere stato doppiato e modificato in post produzione appositamente per suscitare grande indignazione tra i musulmani. Gli attori confessano che nel copione originale addirittura non c'era alcun riferimento a Maometto, tanto che l'attrice Cindy Lee Garcia sottolinea come quello che è diventato Maometto nel film in origine era invece "Maestro Giorgio". Come prova, l'attrice fa notare che se si osserva al minuto 9:03 del trailer il suo labiale questo non formerà affatto il nome Maometto. Quindi, chi ha agito in post-produzione sembra averlo fatto con l'obiettivo di scatenare disordini in Medio Oriente. La domanda, a questo punto, è perché. Ma anche, perché proprio ora. Sui media statunitensi si sottolinea per esempio che gli attacchi sarebbe stati organizzati con largo anticipo rispetto alla pubblicazione della versione araba del film, diffusa solo la scorsa settimana. Se ciò fosse vero, il film diventerebbe quindi solo "la scusa" di un'azione ben pianificata. Da chi e per ottenere cosa, si potrà forse intuire seguendo gli sviluppi di questo 11 settembre di 11 anni dopo.

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