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11 Settembre: Obama e Bush a Ground Zero. E ora "inchiesta imparziale"

George W. Bush e Barack Obama, il passato e il presente degli Stati Uniti (in pochi credono che tra di loro ci sia anche il futuro), si sono incontrati a Ground Zero per celebrare il decimo anniversario dell'11 Settembre, mentre dall'Afghanistan arrivava un comunicato che chiedeva sulla tragedia "un'inchiesta imparziale".

Anche il decimo anniversario dell'11 Settembre è passato. A Ground Zero, oltre ai parenti e agli amici delle vittime dell'attentato alle Torri Gemelle, si sono incontrati anche il passato e il presente degli Stati Uniti, George W. Bush e Barack Obama. Bush, il presidente che ha iniziato, 10 anni fa, questa guerra infinita contro il "terrorismo", partendo però da un Iraq che con gli attentati alle Twin Towers pare avesse poco a che fare. Obama, Premio Nobel per la Pace, è invece il presidente che quella guerra l'ha continuata. Davanti al vuoto lasciato dalle Torri Gemelle, Barack Obama ha letto il Salmo 46 della Bibbia "Non avremo paura" mentre George W. Bush ha preferito leggere una lettera scritta da Lincoln a una madre che perse cinque figli durante la Guerra civile: "L'America non sarà mai distrutta dall'esterno. Se vacilliamo e perdiamo le nostre libertà sarà perchè ci siamo distrutti noi stessi". Non è chiaro se l'intento di Bush fosse quello del monito o della "profezia". E mentre Obama e Bush, con le rispettive mogli, si commuovevano ascoltando l'ancora vivo e straziante dolore dei familiari delle vittime delle Torri Gemelle, dall'Afghanistan giungeva un comunicato. A scriverlo ovviamente non Osama Bin Laden, "terminato" da Barack Obama in Pakistan, ma i talebani che hanno ribadito di non aver avuto "alcun ruolo" negli attentati dell'11 Settembre 2001. I talebani affermano infatti che l'invasione dell'Afghanistan rimarrà come "un marchio infamante sul volto delle democrazie occidentali", sostenendo che gli attentati sono stati usati dagli "imperialisti americani" come "pretesto per versare il sangue di decine di migliaia di innocenti afghani". I talebani ricordano però che il popolo afghano "ha una resistenza inesauribile alle guerre di lunga durata" e "spedirà gli americani nella pattumiera della storia, come già successo con altri imperi in passato". Infine, e questa è la parte del comunicato più interessante, anche dal punto di vista storico, i talebani chiedono "un'inchiesta imparziale" sull'11 settembre e "al mondo di fare pressione sui colonialisti e guerrafondai americani affinché smettano di divorare la nostra terra". Perché non "accogliere", si chiede già qualcuno, questa strana richiesta arrivata proprio dai nemici numero uno degli Stati Uniti, ritenuti responsabili degli attacchi terroristici? D'altronde, come da anni viene richiesto da più parti, un ulteriore approfondimento riguardo quanto successe quel terribile giorno che ha cambiato la storia non solo degli USA ma di tutto il mondo non potrebbe che essere utile per raggiungere, finalmente, la tanto bramata giustizia. Nel frattempo, in tanti auspicano che venga accolto l'appello di Papa Benedetto XVI, che in occasione di questo decimo anniversario dell'11 Settembre non solo ricorda "le vittime degli attentati e i loro familiari" ma invita "i responsabili delle Nazioni e gli uomini di buona volontà a rifiutare sempre la violenza come soluzione dei problemi, a resistere alla tentazione dell'odio e a operare nella società" chiedendo loro di ispirarsi "ai principi della solidarietà, della giustizia e della pace".

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