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Terremoto oggi Marche in tempo reale? Giuliani con 6 giorni d'anticipo

La previsione di un terremoto non può essere in tempo reale ma fa riflettere che il ricercatore Giampaolo Giuliani aveva avvertito 6 giorni fa che tra Muccia e Pieve Torina poteva registrarsi un forte accadimento sismico. Come il terremoto di oggi 10 aprile 2016, di magnitudo 4.6.

L'INGV conferma che il terremoto di oggi nelle Marche, di magnitudo 4.6 con epicentro tra Muccia e Pieve Torina, ricadono nell'area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 nel Centro Italia e culminata il 30 ottobre 2016. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia spiega inoltre che anzi dai primi di marzo 2018 la sismicità in questa zona è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno.

Se la previsione di un terremoto, finora, non può essere purtroppo ancora in tempo reale fa comunque riflettere il fatto che il ricercatore Giampaolo Giuliani avesse avvertito con ben 6 giorni d'anticipo che tra Muccia e Pieve Torina poteva registrarsi un forte accadimento sismico.
In un post su Facebook del 04 aprile 2018 edito il 5 aprile alle ore 0:59, Giampaolo Giuliani ricordava che tra Muccia e Pieve Torina "sono mesi ormai che nella stessa zona epicentrale insistono eventi sia strumentali che medio forti. Da gennaio 2018 ad oggi ben 1800 terremoti".

Il ricercatore precisava quindi che "quella che corre da Pieve Torina a Camerino è una struttura che potrebbe rilasciare eventi di magnitudo 4.8/5.0 - avvertendo. - Questo andamento sismico che stiamo osservando potrebbe portare al rilascio dell'evento massimo caratteristico della struttura in oggetto, che è appunto di magnitudo 4.5/5.0".

Ed infatti oggi 10 aprile 2018 c'è stato proprio un terremoto in quell'area, di magnitudo 4.6. Giuliani evidenziava inoltre, a riprova dei calcoli diffusi, che "anche l'analisi dei dati delle stazioni di osservazione del radon, di Coppito e Ripa Fagnano, mostrano livelli dei flussi del gas su valori medio alti". Giampaolo Giuliani da anni studia infatti il rilascio del gas radon nel sottosuolo perché convinto del fatto che possa essere un precursore dei terremoti.
Nel 2010 anche una ricerca dell'INGV ha d'altronde confermato che "la diminuzione di gas radon può essere il precursore di processi di fratturazione e quindi anomalie negative di rilascio di gas dovrebbero essere considerate indicatrici di imminenti rotture", e di conseguenza di un terremoto.

Non solo. Nella notte del 6 aprile, a 9 anni dal terribile terremoto de L'Aquila, Giampaolo Giuliani sempre su Facebook scriveva: "Passano gli anni e sembra quasi che la tendenza di molti sia più propenza a sminuire una manifestazione sul ricordo, piuttosto che aumentarne l'importanza. Un momento questo che si scontra con la realtà di una sismicità sui territori di Muccia e Pieve Torina, molto simile ai fenomeni sismici che 9 anni or sono colpirono L'Aquila, sia come evoluzione sismica, sia come finestra temporale. - chiarendo - Le nostre stazioni di osservazione, sulle variazioni del trend dei flussi del gas Radon di Coppito e Ripa Fagnano, indicano la persistenza di una situazione dinamica sul territorio della dorsale appenninica del Centro Italia".

Il ricercatore quindi concludeva: "Anche se al momento i dati analizzati, non indicano un rilascio di energia per un forte terremoto nelle prossime 6/24 ore, questo non significa dire che la sequenza sismica non possa incrementare nelle prossime 6/24 e preparare possibili eventi nei giorni a venire". Dopo l'allarme lanciato prima del terremoto de L'Aquila e questi ulteriori avvertimenti, c'è chi si chiede perché l'Italia non finanzi quindi la ricerca di Giampaolo Giuliani sul radon.

© riproduzione riservata | online: | update: 10/04/2018

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