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Terremoto Torino spaventa. In Piemonte "processo estensione crostale"

Il terremoto che ha letteralmente "scosso" i piemontesi e soprattutto i torinesi è stato registrato dall'INGV alle ore 14:31:20, con una magnitudo di 4.3 e ad una profondità di 25.1 km. INGV: "la Regione è caratterizzata da sismicità moderata".

La terra ha tremato a Torino, anche se l'epicentro che ha colpito il distretto delle Alpi Cozie è stato registrato nei comuni di Pinerolo, Cantalupa, Pinasca-Dubbiona, Cumiana, in provincia della capitale Piemontese. Il terremoto che ha letteralmente "scosso" i piemontesi e soprattutto i torinesi è stato registrato dall'INGV alle ore 14:31:20, con una magnitudo di 4.3 e ad una profondità di 25.1 km. Una seconda scossa, probabilmente di assestamento, è stata avvertita sempre nella stessa zona circa un'ora dopo, ma di magnitudo nettamente inferiore, cioè di 2.1. L'INGV spiega in una nota che "la Regione è caratterizzata da sismicità moderata, con frequenti microterremoti, dovuta a un processo di estensione crostale localmente perpendicolare alla catena alpina", mentre Antonio Piersanti, un funzionario della sala simica, assicura che il terremoto che ha colpito il Piemonte rientra nella "normale attività sismica della penisola italiana" e che quindi non ci sarebbe "niente di anomalo". Molti torinesi si sono comunque molto spaventati avvertendo il terremoto, tanto da riversarsi in strada. La Protezione civile assicura che la scossa non ha causato feriti ma solo lievissimi danni, tra cui sembra una abitazione a Torino di corso Vercelli. Qualche piemontese intervistato afferma di non ricordare un terremoto così forte, anche se in realtà "un terremoto di magnitudo stimata 5.1 è avvenuto il 5 gennaio 1980", come ricorda l'INGV.

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