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Terremoto L'Aquila: a giudizio Grandi Rischi, omicidio colposo plurimo

I componenti della commissione Grandi Rischi è stata rinviata a giudizio dal gup del Tribunale dell'Aquila con l'accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni per il terremoto che ha colpito L'Aquila e i paesi limitrofi nel 2009.

I componenti della commissione Grandi Rischi è stata rinviata a giudizio dal gup del Tribunale dell'Aquila con l'accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni per il terremoto che ha colpito L'Aquila e i paesi limitrofi nel 2009. A far decidere per il rinvio a giudizio quel verbale stilato dopo la riunione del 31 marzo 2009 dove si evincerebbe che il rischio di un forte terremoto sarebbe stato preso in poca considerazione. Per il Tribunale tale "valutazione del rischio sismico" risulta "approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attività della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico". Secondo i pm gli imputati, quindi, sarebbero "venuti meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro funzione" fornendo "informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell'attività sismica vanificando le attività di tutela della popolazione". Rinviati a giudizio Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, Giulio Selvaggi direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case, Claudio Eva ordinario di fisica all'Università di Genova, Mauro Dolce direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile e Enzo Boschi presidente dell'INGV. E' proprio il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'unico finora a commentare la notizia, spiegando: "Penso di aver fatto sempre il mio dovere, e credo che nessuno possa dire il contrario. Il rinvio a giudizio non me l'aspettavo. Sono molto colpito". Vincenzo Vittorini, il fondatore dell'Associazione 309 Martiri, costituito parte civile, spiega che a questo punto "sarebbe logico che prima dell'udienza tutti i membri della Commissione grandi rischi si dimettessero dai loro incarichi per affrontare il processo come comuni cittadini, non dall'alto dei loro incarichi - concludendo - Perché chi non c'è più non ha titoli".

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