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Terremoto Giappone: asse terrestre spostato di 10cm. In Cile erano 12

Terremoto in Giappone sposta l'asse terrestre di 10cm e parte il solito ritornello delle giornate più corte, ecc. Ma in Cile, quasi esattamente un anno fa, lo spaventoso terremoto aveva "spostato" l'asse terrestre di ben 12 centimetri. Ma nessuno se lo ricorda più.

Ogni volta che c'è un sisma gli esperti si scatenano in statistiche e comparazioni "di forza" rispetto ad altri terremoti che hanno scosso il globo terrestre. Va molto di moda in questo ultimo periodo, alla vigilia del 2012, citare "lo spostamento dell'asse terrestre" che sembra fare molta presa sull'opinione pubblica. Ad ogni terremoto "forte" equivale "uno spostamento dell'asse terrestre" e "i giorni saranno più corti" e al bar, almeno per un paio di colazioni (ma non più di due), si potrà citare il misterioso "asse spostato" di cui pochissimi però conoscono la geometrica esistenza, se non come "iperbole". Il sisma che ha colpito il Giappone di magnitudo 8,9 della scala Richter, già chiamato con la consueta sobrietà l'"apocalisse" dai media, avrebbe spostato di 10 centimetri l'asse terrestre. Diversi conduttori in tv, dalla faccia contrita, hanno comunicato questo "spostamento" come qualcosa di "epocale". La notizia ha una fonte prestigiosa, anche se raramente è stata citata, ed è l'INGV, ovvero l'"Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia" che ha diramato questa nota stampa: "Risultati preliminari di studi effettuati dall'INGV (Melini-Piersanti) indicano che il terremoto del Giappone di questa mattina avrebbe spostato l'asse di rotazione terrestre di quasi 10 centimetri. L'impatto di questo evento sull'asse di rotazione è stato molto maggiore anche rispetto a quello del grande terremoto di Sumatra del 2004 e probabilmente secondo solo al terremoto del Cile del 1960". Eppure, scavando nella memoria, almeno per chi non ha barattato la propria con qualche chip EPROM, qualcuno ricorda lo spostamento "epocale" dell'asse terrestre per il terremoto del Cile del 27 Febbraio 2010. Quella volta, circa un anno fa, l'opinione pubblica aveva riservato solamente una battuta, durata il tempo di una pucciata di cornetto nel cappuccino. Eppure lo spostamento dell'asse era, a leggere le cronache, ben maggiore, dai "primi calcoli". Si legge infatti in un articolo del 2 Marzo 2010 su tg24.sky.it (http://is.gd/jNvC6o): "Se il terremoto di Sumatra aveva provocato uno spostamento di circa 6 centimetri, le prime stime sul terremoto del Cile indicano uno spostamento che varia dagli 8 centimetri ipotizzati dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa ai 12 che emergono dai modelli dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Di conseguenza le giornate sono diventate più corte, anche se in modo impercettibile". Diceva a questo proposito anche il Corriere della Sera (http://is.gd/A09a28): "Il terremoto ha avuto conseguenze anche sull'asse di rotazione che, secondo Gross, si è spostato di 2,7 millisecondi di arco, pari a 8 centimetri. Per Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'asse terrestre si è spostato di ben 12 centimetri". Quindi niente di nuovo sotto il sole, compresa la tendenza sempre più marcata a fare "dell'ultimo evento" il più importante e "apocalittico". Forse questo continuo spostamento dell'asse terrestre ha la misteriosa capacità di scrollare i ricordi del recente passato.

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