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Terremoto Emilia 2012, rapporto Ichese: non escluso nesso con attività Cavone

Pubblicate le conclusioni rapporto della Commissione Ichese sul possibile nesso tra il terremoto in Emilia Romagna del 2012 (dal 20 al 29 maggio) e l'estrazione petrolifera in zona. Il rapporto Ichese svela che "non è possibile escludere che le azioni inerenti lo sfruttamento del sottosuolo del campo di Cavone possano aver contribuito ad 'innescare' l'attività sismica registrata in Emilia Romagna nel 2012".

I terremoti che hanno colpito l'Emilia Romagna il 20 e il 29 maggio 2012, uccidendo 27 persone e causando centinaia di feriti, potrebbero essere stati causati dall'estrazione petrolifera in zona. Ad anticiparlo, pochi giorni fa, è stata la rivista Science che ha citato, anticipandole, le conclusioni rapporto della Commissione Ichese (International Commission on Hydrocarbon Exploration and Sismicity in the Emilia Region), pubblicato oggi sul sito della Regione emilia Romagna. Secondo le fonti di Science, ''il rapporto sarebbe stato presentato alla Regione Emilia Romagna, almeno un mese fa'' ma ''i politici sia a livello regionale sia nazionale sarebbero preoccupati per gli effetti e starebbero ritardando la pubblicazione''. Le linee principali del rapporto della Commissione Ichese sono state illustrate in assemblea legislativa dall’assessore alla Protezione Civile Paola Gazzolo, che ha evidenziato come non ci sia stata invece "nessuna inerzia o volontà di nascondere la verità tanto che è stata proprio la Regione ad aver voluto lo studio. - chiarendo - Non abbiamo mai pensato di tenere il rapporto nel cassetto: sarebbe stata sciocchezza incoerente rispetto all’azione che la Regione porta avanti da tempo".

Gli esperti della Commissione Ichese hanno considerato un’area di interesse di circa 4000 km2, che include tutta la zona colpita dalla sequenza sismica iniziata il 20 maggio 2012. Nell’area sono presenti tre concessioni di sfruttamento per idrocarburi: Mirandola (con incluso il campo di Cavone), Spilamberto e Recovato, nonché il campo geotermico di Casaglia (Ferrara) e il giacimento di stoccaggio di gas naturale di Minerbio situato al margine sud-est dell’area. L'assessore Gazzolo prima di tutto ricorda che in questi anni la Regione EmiliaRomagna "ha detto no al deposito di stoccaggio gas, al fracking e allo shale, alla sospensione con lo stesso atto di qualsiasi decisione in merito ai progetti di ricerca e coltivazione idrocarburi, riguardanti i territori colpiti dal sisma del maggio 2012 e compresi nel cratere". "La Commissione - prosegue l’assessore Gazzolo -, ha escluso relazioni" tra le concessioni di sfruttamento per idrocarburi e il terremoto in Emilia Romagna del 2012 "con il sito di Rivara" mentre "ha richiamato l’attenzione sulle attività del campo di Cavone sottolineando come sia necessario, per escludere o confermare l’ipotesi di un legame causale, approfondire gli studi e sviluppare attività di monitoraggio altamente tecnologiche per l’acquisizione di ulteriori dati necessari alla costruzione di un modello dettagliato del sottosuolo che possano supportare l’evidenza statistica che è stata rilevata".

Le testuali parole riportate nel rapporto conclusivo Ichese su Cavone sono le seguenti: "L’attività sismica immediatamente precedente il 20 maggio e l’evento del 20 maggio sono statisticamente correlati con l’aumento dell’attività di estrazione e re-iniezione di Cavone. Quindi non può essere escluso che le azioni combinate di estrazione e iniezione di fluidi in una regione tettonicamente attiva possano aver contribuito, aggiungendo un piccolissimo carico, alla attivazione di un sistema di faglie che aveva già accumulato un sensibile carico tettonico e che stava per raggiungere le condizioni necessarie a produrre un terremoto. - e ancora - Non è possibile escludere, ma neanche provare, che le azioni inerenti lo sfruttamento del sottosuolo in atto in prossimità dell’area colpita dalla sequenza sismica del 2012, possano aver contribuito ad 'innescare' l’attività sismica registrata in Emilia nel 2012".

La Regione informa quindi che per quello che riguarda Cavone, la società Gas Plus (che gestisce gli impianti), è stata convocata al Ministero dello Sviluppo Economico il 16 aprile, per stabilire le modalità operative del programma di monitoraggio sul campo, che sarà avviato subito. Il programma prevederà che l'attività degli impianti sia finalizzata non alla produzione ma alla ricerca scientifica, alla acquisizione di nuovi dati e misure nei pozzi, ad aggiornare e ampliare il modello geodinamico del sottosuolo a mettere a punto nuovi sistemi di monitoraggio, secondo le raccomandazioni espresse dalla stessa Commissione Ichese. Inoltre la Regione Emilia Romagna ha deciso di estendere, sino alla acquisizione dei risultati delle azioni, la sospensione in tutta la regione di qualsiasi nuova attività di ricerca e coltivazione, come è stato fatto fino ad ora nel cratere.

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