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Asse terrestre spostato di 10 cm per sisma Giappone: non così epocale

Il terremoto del Giappone, di magnitudo 8.9 della Scala Richter, ha spostato l'asse terrestre di ben 10 centimetri. Ma l'anno scorso si era già spostato di 12 centimetri solo che "nun me 'arricurdavo cchiù!", come forse direbbe il grande Joe Sarnataro.

Il terremoto che ha colpito il Giappone, di magnitudo 8.9 della Scala Richter, non ha solo causato migliaia di vittime e distruzione, con tanto di rischio di fusione nel "reattore n. 1 della centrale nucleare di Fukushima", ma ha spostato l'asse terrestre di ben 10 cm, tanto che molti si stanno già preoccupando del fatto che "i giorni saranno più corti". Neanche il rischio di una "nuova Chernobyl", infatti, specialmente nel Bel Paese, ha spostato l'attenzione dal "gossip geologico".
In queste ore rimbalza un po' ovunque, infatti, la notizia che lo spostamento dei 10 centimetri causati dal sisma giapponese sono un evento "epocale", e a darne notizia è stato l'INGV, l'"Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia" che spiega come "l'impatto di questo evento sull'asse di rotazione è stato molto maggiore anche rispetto a quello del grande terremoto di Sumatra del 2004 e probabilmente secondo solo al terremoto del Cile del 1960". In realtà, però, l'anno scorso era stato lo stesso INGV a sostenere che dopo il terremoto del Cile del 27 Febbraio 2010 l'asse terrestre si era spostato di ben 12 cm, "contraddicendo" addirittura i dati della NASA (che oggi vengono però ricordati per avvalorare l'eccezionalità dell'evento) che parlavano riguardo al sisma cileno di "soli" 8 centimetri (http://is.gd/jNvC6o).

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