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Terremoto: in Emilia tasse e tributi sospesi non in tutti i Comuni

In molti comuni dell'Emilia "non si stanno effettuando le sospensioni decise dal governo agli adempimenti e ai versamenti tributari" denuncia la CGIL "a causa della insufficiente chiarezza del dettato legislativo". Ma incominciano anche a nascere "sospetti" di altra natura.

Qualcuno sentendo Mario Monti parlare delle zone teremotate dell'Emilia aveva pensato che in realtà anche i "presidenti tecnici" avevano un "cuore". Monti in quelle circostanze era sembrato anche un politico (ops, un tecnico) "disponibile" e quasi "commosso", ben lontano dalle "crudeltà" della "spending review". Il Presidente del Consiglio non prometteva certo mari e monti ma "misure efficaci" e, in una frase dal sapore obamiano (ma anche dal sapore di Stitch dopo essere diventato "buono"), affermava "nessuno, istituzioni, governo e cittadini lascerà solo nessuno", continuando "il Paese si salva solo se unito". E così partivano le "misure efficaci" che sospendevano tributi e bollette nei comuni colpiti dal terremoto in Emilia. Ma qualcosa sembra che non abbia funzionato. Lo denucia la CGIL con il segretario confederale Danilo Barbi che afferma: "In molti comuni dell'Emilia non si stanno effettuando le sospensioni decise dal governo agli adempimenti e ai versamenti tributari a causa della insufficiente chiarezza del dettato legislativo cui non sono seguite delucidazioni attuative che avrebbero dovuto orientare i comportamenti di aziende e consulenti". E incominciano anche a nascere dei "sospetti". "Qualche venticello furtivo - osserva sempre Danilo Barbi - sussurra che queste carenze non siano casuali ma derivino dalla esigenza di non appesantire il bilancio. Questo vorrebbe dire che i Decreti non avevano copertura? Sarebbe davvero inaudito, non solo per la insipienza del comportamento ma perché si sarebbe deciso, tra l'altro in modo non trasparente, di aggiungere disagio al disagio di coloro che devono ogni giorno convivere con una tragedia vera". Il sindacalista afferma che la CGIL già ai primi di luglio aveva già fatto presente la situazione al Governo senza però aver avuto qualche soluzione in risposta. Conclude quindi Barbi: "Oggi diventa assolutamente necessario garantire l'attuazione degli impegni previsti senza ulteriori incertezze offrendo una risposta definitiva ad una situazione incresciosa, ingiusta e drammaticamente lontana dalla immagine di efficienza che il Governo vuol dare di sé".

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