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Terremoto Pollino oggi (Calabria Basilicata). Sciame sismico dal 2010

Forte terremoto oggi nel Pollino, tra la Calabria e la Basilicata, di magnitudo 5, a cui sono seguite una quarantina di scosse di assestamento. Ma lo sciame sismico nel Pollino, area di pericolosità sismica elevata, è iniziato nel 2010. Il report "storico" della Protezione Civile.

E' da mesi che nella zona del Pollino, tra la Calabria e la Basilicata, viene monitorato dall'INGV e dalla Protezione Civile un continuo sciame sismico, terremoti cioè di lieve intensità distribuiti in maniera casuale nel tempo. Come ricordava la Protezione Civile già nell'agosto scorso, la sequenza sismica nel Pollino "è iniziata nel settembre del 2010" ed è sempre stata "caratterizzata da eventi di bassa magnitudo, generalmente inferiore a 3.0, con profondità comprese tra 3 e 10 km, concentrati in una ristretta fascia di territorio ad andamento Nord Nord-est - Sud sud-ovest". Fino a questa notte.

Oggi 26 ottobre 2012, alle ore 01:05, un nuovo terremoto si è abbattuto ancora nella zona del Pollino, ma questa volta di magnitudo 5, ad una profondità di 6.3 km. L'epicentro del terremoto di oggi nel Pollino è stato registrato in provincia di Cosenza (Calabria), e, come comunica l'INGV, i Comuni più vicini all'epicentro (cioè entro i 10 chilometri) sono Laino Castello, Mormanno, Laino Borgo (Cosenza) e Rotonda, in provincia di Potenza. Gli altri Comuni che possono essere stati interessati dal terremoto di oggi, poiché entro un raggio che va dai 10 ai 20 chilometri dall'epicentro, sono invece:
- San Basile, Papasidero, Orsomarso, San Donato Di Ninea, Verbicaro, Saracena, Santa Domenica Talao, Morano Calabro, Acquaformosa, Aieta, Lungro, in provincia di Cosenza;
- Castelluccio Superiore, Castelluccio Inferiore, Viggianello, San Severino Lucano, in provincia di Potenza.

Come conferma anche la Protezione Civile, il forte terremoto di oggi nel Pollino, che è stato seguito da decine di altre scosse di magnitudo più bassa, è stato nettamente avvertito dalla popolazione, tanto che alcuni abitanti dei paesi maggiormente vicini all'epicentro sono scesi in strada, ma per fortuna non si registrano morti e feriti. Purtroppo, un anziano, un uomo di 84 anni di Scalea (Calabria), è morto a causa di un infarto, forse dovuto allo spavento per il terremoto. La Protezione Civile informa che invece sono stati "rilevati leggeri danni localizzati, in particolare su alcuni casolari e vecchi edifici" anche se "sono ancora in corso le verifiche da parte dei tecnici". Le infrastrutture viarie e di trasporto e le reti di gas, acqua ed elettricità non hanno invece subito danneggiamenti ed è quindi garantita la funzionalità dei servizi essenziali. Per precauzione, "i pazienti ospitati presso un istituto sanitario di Mormanno e una casa di cura di Laino sono stati in parte dimessi e in parte trasferiti presso altre strutture sanitarie della zona, per consentire la puntuale verifica di agibilità degli edifici e il rilievo di eventuali danni", informa sempre la Protezione Civile, sottolineando che "i sistemi regionali e locali di Protezione Civile della Calabria e Basilicata si sono immediatamente attivati".

La zona del Pollino è segnata come area di pericolosità sismica elevata, tanto che il Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli spiega, a margine del vertice tecnico in una sala dell'ospedale di Mormanno, che non si possono "escludere al momento eventuali evoluzioni". Gabrielli precisa che comunque "al momento non ci sono le condizioni per la dichiarazione dello stato d'emergenza nazionale come previsto dalla legge 100", sottolineando come "l'esperienza dell'Aquila ci ha insegnato che il tema della conoscenza del rischio è fondamentale per affrontare le conseguenze di un terremoto". Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione Civile italiana e presidente emerito della Commissione Grandi Rischi, ricorda infatti all'Adnkronos che solo "una settimana fa avevamo acceso i riflettori sull'evoluzione dello sciame sismico nel Pollino, dicendo che era necessario attivare uno stato di attenzione".

Nell'agosto scorso un report della Protezione Civile riassumeva così la situazione dei terremoti nella zona del Pollino: "Si riconoscono tre intervalli temporali principali a maggiore concentrazione di eventi: il primo tra settembre e novembre del 2010, con 5 terremoti al giorno in media; il secondo intervallo tra ottobre 2011 e gennaio 2012, con un numero di eventi leggermente superiore al primo periodo; il terzo intervallo è quello tuttora in corso caratterizzato da una ripresa dell'attività sismica a partire dal mese di maggio 2012, con una media di 3-5 eventi al giorno. Tra questi tre intervalli, la sismicità è stata comunque abbastanza continua, ma con un numero medio di eventi sensibilmente inferiore".

La Protezione Civile informava che "dal 1 ottobre 2011 al 20 agosto 2012, la Rete sismica nazionale dell'INGV ha registrato complessivamente oltre 1700 scosse nell'area del Pollino, la più forte delle quali ha raggiunto magnitudo pari a 4.3 (il 28 maggio 2012, alle ore 03:06). Altri 6 terremoti hanno avuto una magnitudo maggiore di 3.0: quello del 23 novembre 2011 (magnitudo pari a 3.6), quello del 1 dicembre (magnitudo pari a 3.3), quello del 2 dicembre (magnitudo pari a 3.2), quello del 24 dicembre (magnitudo pari a 3.3), quello del 28 maggio 2012 (ore 03:32, magnitudo pari a 3.2) e quello del 19 agosto (magnitudo pari a 3.7)".

Ed infine il terremoto di oggi nel Pollino, magnitudo 5, a cui seguono una quarantina di scosse cosiddette di assestamento, la più forte di magnitudo 3.3 alle ore 01:16. Anche se non ci sono stati per portuna feriti, la paura tra i terremoti del Pollino rimane alta, tanto che dopo la scossa di magnitudo 5 di questa notte in molti hanno preferito dormire in macchina. Il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, invita a costituire "un tavolo permanente poiché la Calabria è una regione ad alto rischio sismico soprattutto nell'area dello Stretto" chiedendo al governo "di mettere in sicurezza tutti quei territori che sono a rischio e fare una pianificazione" per il futuro.

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