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Terremoto Garfagnana: "tempesta crostale". Ma nessuna "accelerazione"

Il terremoto in Garfagnana che è stato avvertito in una vasta area della Toscana, Emilia Romagna, Liguria come conferma l'INGV si inserisce in un "periodo di tempesta crostale" che l'Italia sta attraversando. Ma i terremoti superiori a magnitudo 4 non stanno "aumentando".

L'INGV terremoti aggiorna sul terremoto avvenuto nel distretto sismico della Garfagnana del 25 gennaio . Scrive l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia: "Dopo il terremoto avvenuto alle ore 15:48:18 italiane del giorno 25 gennaio 2013, magnitudo 4.8, i turnisti della Sala Sismica INGV hanno localizzato circa 120 repliche, tutte con magnitudo inferiore a 3.0. Di queste 26 hanno avuto magnitudo tra 2.0 e 3.0. (...) Il terremoto è stato avvertito in una vasta area della Toscana, Emilia Romagna, Liguria, come evidenziato dalla mappa dei risentimenti macrosismici ottenuta dai questionari compilati tramite il sito www.haisentitoilterremoto.it e aggiornata alle ore 12.34 di oggi (26 gennaio ndr)". Il terremoto in Garfagnana non ha fortunatamente provocato quasi nessun danno ma ovviamente la paura in queste ore è tanta. Giovanni Gregori, geofisico del Consiglio Nazionale delle Ricerche, commentando la scossa di terremoto della Garfagnana ha affermato all'AGI: "La penisola italiana è attualmente attraversata da un periodo di tempesta crostale, ovvero è entrata in una fase in cui è costantemente bombardata da scosse di terremoto". Spiega ancora il geofisico: "Quest'ultima scossa ci dimostra che il nostro paese è come un tavolo squassato che riceve continuamente un colpo dietro l'altro". Per Giovanni Gregori questa è una notizia positiva dato che "più sono le scosse di terremoto minori sono i danni che provocano. E' nei periodi di quiete che bisogna preoccuparsi perché significa che la terra sta accumulando tanta energia che può esplodere improvvisamente con violenza".

Qualcuno si è chiesto quindi se la successione dei terremoti superiori a 4 di magnitudo (il primo del 2013 è stato il terremoto in Sicilia di M 4.3) sia diventata più frequente, magari sull'onda della "tempesta crostale". Una risposta si trova sul blog di Marco Mucciarelli, professore universitario di Sismologia Applicata presso la Facoltà di Ingegeria dell'Università della Basilicata e direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS). Sul post si legge come non ci sia "nessuna accelerazione ma solo variazioni dovute al periodo più o meno lungo di osservazione o a temporanei addensamenti e rarefazioni". Mucciarelli infatti pubblica un grafico "ottenuto analizzando 7 anni e mezzo di dati della rete INGV da cui si vede che in media in un anno in Italia ci sono 27 terremoti con magnitudo superiore a 4". "In scala logaritmica - spiega Marco Mucciarelli - i dati sono uniti da una retta con pendenza praticamente pari a 1, il che significa che ogni 10 terremoti di una data magnitudo ce ne è stato 1 della magnitudo superiore e 100 di quella inferiore. Nel grafico non ci sono i magnitudo uguali o maggiori di 6 perche finirebbero sotto l'unità. Avere circa 0.25 terremoti di questa magnitudo significa che ce ne è uno ogni 4 anni in media. Questo numero è lo stesso che otteniamo studiando i terremoti storici dall'antichità ad oggi, quindi in media la sismicità moderna e quella antica si assomigliano".

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