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Terremoto Emilia e carte di credito. Ecco l'importanza dei contanti

Un nuovo terremoto si abbatte sull'Emilia Romagna. Non tanto quello di magnitudo 3.1 registrato dall'INGV, ma quello sulle carte di credito.

Mentre la terra continua a tremare in Emilia Romagna, un nuovo terremoto si abbatte sulla Regione. A scatenarlo un post pubblicato su Facebook da Alessandro Osti, direttore della Confesercenti di Ferrara nonché residente in una delle città colpite dal sisma del 20 e 29 maggio.
Il direttore della Confesercenti di Ferrara rivela infatti che, dopo aver fatto rifornimento, cerca di pagare come sempre, da 4 anni, con la su carta di credito "circuito Visa ed emessa da Barclays" ma "la transazione viene rifiutata". Chiedendo spiegazioni al numero verde del servizio clienti della Barclays gli viene incredibilmente risposto: "Lei abita in una zona dove è avvenuto il terremoto, potrebbe aver perso casa e lavoro e potrebbe non essere più in grado di pagare gli acquisti. Per questo Barclays ha bloccato le carte di chi abita in queste zone".
Il racconto è stato confermato anche da ilfattoquotidiano.it che ha telefonato al call center della Barclays dove l'operatore gli ha spiegato che "tanti clienti delle zone terremotate non sono stati capaci di pagare la rata mensile. Per questo la banca ha deciso di bloccare tutte le carte attivate in quei comuni, in via precauzionale".
A stretto giro, appena la notizia si è un po' diffusa, la Barclays precisa però che "a fronte di alcune segnalazioni – si legge in una nota ufficiale – ci siamo accorti di aver generato un errore di procedura che ha determinato il blocco accidentale e del tutto involontario della carta di alcuni clienti. Tale blocco è stato prontamente rimosso".
Eppure, a quanto pare, lo stesso "errore" si era ripetuto dopo il terremoto de L'Aquila del 6 aprile 2009, tanto che Elio Lannutti dell'IdV aveva persino presentato sulla questione una interrogazione a risposta scritta deposita in Senato.
Da alcuni anni a questa parte, politici di ogni schieramento insistono sulla necessità di ridurre, sistemicamente, l'uso del contante a favore della ben più tracciabile e moderna moneta elettronica, naturalmente per combattere l'evasione fiscale.
Episodi come questi, quindi, dovrebbero forse far riflettere sul fatto che la "tracciabilità" non può andare a scapito della libera circolazione della moneta e del sacrosanto diritto del cittadino di spendere i suoi soldi quando e come vuole, persino (detto ironicamente) se si vive in una zona colpita dal terremoto.
Un diritto che negli Stati Uniti è già da tempo messo in discussione, visto che l'FBI ha distribuito ad una serie di commercianti dei volantini dove vengono elecanti una serie di "atteggiamenti sospetti" da segnalare alle autorità, come appunto il pagamento in contanti, anche solo di un caffè.

Terremoto Emilia, nuova scossa 3.1 Dopo circa 3 giorni di (quasi) quiete, ina nuova scossa di terremoto in Emilia Romagna di magnitudo superiore a tre (esattamente 3,1) è stata registrata dall'INGV nella notte del 23 giugno 2012, alle ore 22:18, ad una profondità di 5.7 km.
Il terremoto ha avuto come epicentro a Finale Emilia, in provincia di Modena, mentre gli altri Comuni coinvolti nel sisma, quelli compresi in una zona che va tra i dieci e i 20 chilometri dall'epicentro, sono Pieve Di Cento, in provincia di Bologna; Sant'agostino, Cento, Bondeno, in provincia di Ferrara; Villa Poma, Sermide, Carbonara Di Po, Borgofranco Sul Po, Felonica, Poggio Rusco, Magnacavallo, in provincia di Mantova; Camposanto, San Felice Sul Panaro, in provincia di Modena; Salara, Castelmassa, Calto, Bergantino, Castelnovo Bariano, Melara, Ficarolo, Ceneselli, in provincia di Rovigo.
Non si registrano danni a persone o cose.

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