le notizie che fanno testo, dal 2010

Terremoto Aquila oggi: scossa 3,6. Come nel 2009 non c'è piano ad hoc

Scossa di terremoto a L'Aquila magnitudo 3,6 oggi 30 ottobre 2012. In una breve nota la Protezione Civile comunica solamente che non ci sono stati danni a persone o cose, ma i terremotati del 2009 lamentano le scarse informazioni e il fatto "non c'era allora un piano ad hoc e non c'è ancora oggi".

Solo un po' di paura, ma nessun danno a persone e cose, come conferma la Protezione Civile, in merito alla scossa di terremoto registrata dall'INGV a L'Aquila questa notte. Una scossa di terremoto di magnitudo 3,6, ad una profondità di 13 km, è stata infatti registrata oggi 30 ottobre 2012 alle ore 02:52 nel distretto sismico "Aquilano". I Comuni più vicini all'epicentro del terremoto sono Pizzoli, Scoppito, Barete, Cagnano Amiterno, in provincia di L'Aquila, mentre quelli distanti tra i 10 e i 20 km sono: Lucoli, Montereale, Tornimparte, L'Aquila, Campotosto, Capitignano, in provincia di L'Aquila; Borbona, in provincia di Rieti.

La fondatrice del Comitato delle vittime dell'Aquila, Antonietta Centofanti, lamenta però la scarsa comunicazione della Protezione civile in merito alla scossa di terremoto di questa notte, spiegando che dopo quanto successo nel 2009 avrebbe voluto avere "come cittadina, qualche comunicazione in più con informazioni e indicazioni sui comportamenti da tenere. E invece niente". Centofanti sottolinea che dopo ogni scossa di terremoto la riflessione sul futuro de L'Aquila si amplia, perché " se non si comincia a percorrere strade diverse" il capoluogo abruzzese "resterà un fantasma", continua fondatrice del Comitato delle vittime de L'Aquila, aggiungendo: "E' ormai in ginocchio da tutti i punti di vista: occupazione, produttività, artigianato, tagli alla cultura, che si sommano a tutti i disagi di chi non ha più la propria casa".

Renza Bucci, della fondazione 6 aprile per la vita sottolinea che se stanotte, durante la scossa a L'Aquila di magnitudo 3.6, "qualcuno avesse voluto mettersi al riparo in una zona sicura non avrebbe saputo cosa fare e dove andare" visto che, conclude, "non c'era allora un piano ad hoc e non c'è ancora oggi, non ci sono le cosiddette aree di attesa e la prevenzione resta parola sconosciuta".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: