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Teoria gender a scuola: Forza Italia contro attacchi a Comitato Difendiamo i nostri figli

Galeazzo Bignami, consigliere regionale per l'Emilia Romagna, insieme a tutti i rappresentanti di Forza Italia, esprime solidarietà al Comitato Difendiamo i nostri figli oggetto di attacchi per continuare a denunciare la cosiddetta teoria del gender a scuola.

A fine agosto il Comitato Difendiamo i nostri figli ha pubblicato alcune indicazioni rivolte ai genitori che di lì a breve, con l'inizio dell'anno scolastico, avrebbero dovuto firmare il Patto di Corresponsabilità Educativa. Il PEC non è altro che un documento che le scuole propongono alle famiglie all'iscrizione dei loro figli e che "definisce in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie".
Il problema è cominciato a sorgere da quando in alcune scuole sono state programmate "lezioni" riconducibili alla cosiddetta teoria del gender.
Il Comitato Difendiamo i nostri figli ha quindi consigliato ai genitori di leggere attentamente il Patto di Corresponsabilità Educativa, di chiedere eventuali modifiche nel caso di punti non condivisibili oppure di firmarlo con riserva, specificando per iscritto nel documento quali sono.
Oggi inoltre è partito il "Bus della libertà", che in 7 città italiane ricoderà che "I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. La natura non si sceglie" chiedendo "#StopGender nelle scuole".

A quanto pare, tutto ciò ha destato non poche polemiche visto che il consigliere regionale per l'Emilia Romagna Galeazzo Bignami ed i consiglieri comunali di Bologna Marco Lisei e Francesco Sassone, nonché tutti rappresentanti di Forza Italia, hanno deciso di esprimere la loro "solidarietà" al 'Comitato Difendiamo i nostri figli - Family day' "per gli attacchi che da più parti stanno" nonostante sia stata solo "evidenziata una problematica importante che invece andrebbe affrontata dalla maggioranza al governo, vale a dire il diritto dei genitori al consenso informato sulle attività svolte a scuola, e anche in orario extracurricolare, dai propri figli".

In una nota, gli esponenti forzisti precisano: "Ciò che è stato legittimamente segnalato dal Comitato infatti vuole essere un logico spunto di dibattito sulle modalità con cui le famiglie vengono informate sui contenuti delle attività. E questo anche in considerazione del fatto che, come più volte abbiamo avuto modo di ribadire, la circolare ministeriale 1972 del 15/09/2015, proprio in riferimento alla teoria del gender, chiarisce che 'tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né ideologie gender né l'insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo'".

"Crediamo che tali disposizioni debbano trovare una solida e ferma applicazione da parte degli istituti scolastici. Ci schieriamo anche contro la strumentalizzazione operata da certe testate che hanno voluto far passare il messaggio che il Comitato sia contrario alle attività volte a combattere le discriminazioni, la violenza di genere e l'omofobia. Nessuno è contro queste attività oggettivamente condivisibili. - chiariscono gli esponenti azzurri - Ciò che si contesta è la confusione, che certi progetti creano, tra la necessità di superare le discriminazioni e gli stereotipi e il concetto che l'identità sessuale, maschile e femminile, vada messa in discussione, arrivando a promuovere il sesso 'neutro' come un fatto naturale".

"C'è differenza tra insegnare ai bambini e alle bambine che la loro identità sessuale non deve costituire ostacolo alla realizzazione personale e inculcare, invece, una idea di sessualità 'neutra' tale per cui un giorno si può essere uomo e l'altro donna, annullando completamente le differenze biologiche che invece esistono e che la scuola dovrebbe valorizzare e non annientare" chiariscono infine.

© riproduzione riservata | online: | update: 23/09/2017

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