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Fondo Unico Spettacolo tagliato. ARCI: "vera condanna a morte"

Il Fondo Unico per lo spettacolo (FUS) avrebbe subito un taglio di circa venti milioni di euro. L'ARCI con Carlo Testini commenta: "è una vera e propria condanna a morte per decine di imprese e mette a rischio migliaia di lavoratori".

Il Fondo Unico per lo spettacolo (FUS) nel 2013 avrebbe un ammontare di poco meno di 390 milioni di euro, in pratica circa 21 milioni di euro in meno rispetto al Fus 2012. Queste le ultime notizie di stampa che apprendono, da fonti del Ministero del Beni Culturali, gli esiti della riunione della Consulta dello Spettacolo svoltasi oggi, sabato 9 febbraio a Roma, presieduta dal ministro Lorenzo Ornaghi. Carlo Testini, responsabile politiche culturali dell'ARCI commenta in una nota il taglio di 20 milioni di euro al Fondo Unico per lo spettacolo come "una pessima notizia per un comparto già provato duramente dalla crisi economica". "Come già accaduto due anni fa con il Ministro Bondi - afferma Testini -, quando si vogliono coprire i buchi di bilancio una delle vittime preferite delle scelte del governo è il Fus (Fondo unico per lo spettacolo), decurtato anche quest'anno di 20 milioni di euro. In un momento in cui la crisi mette già a dura prova il mondo della cultura e dello spettacolo – solo per fare un esempio, è di ieri la notizia dei disastrosi incassi di gennaio nei cinema italiani – l'annuncio del Ministro Ornaghi è una vera e propria condanna a morte per decine di imprese e mette a rischio migliaia di lavoratori". "Un paese come il nostro, che ha un patrimonio culturale e artistico di straordinaria importanza, non può permettersi politiche miopi che, anziché fare di questo patrimonio uno strumento di traino per la ripresa e per uno sviluppo qualitativamente diverso, si limitano a mortificarlo sottovalutandone le potenzialità", dichiara ancora Carlo Testini dell'ARCI.

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