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Taxi contro liberalizzazioni: "Monti, scialla!". Verso precettazione?

Tassisti in rivolta contro le liberalizzazioni, che non pare sia pensato per rendere più "equo" l'accesso a tale professione. Taxi fermi per assemblee spontanee a Roma, Milano, Torino, Napoli, nahc se l'Autorità di garanzia chiede se sussustono "le condizioni per l'attivazione del potere di precettazione".

I tassisti non ci stanno ad una liberalizzazione che sembra essere più che altro una deregulation, visto che per "compensare" l'aumento previsto in decreto del numero delle licenze dei taxi il governo starebbe pensando di assegnare gratuitamente agli attuali titolari un'altra licenza, che potrà da loro essere venduta. Un meccanismo che già diversi osservatori sembrano definire come "ridicolo", visto che una licenza "regalata" è di fatto già svalutata, soprattutto se si pensa che il settore è in via di liberalizzazione. Insomma, i tassiti sembrano aver "mangiato la foglia" e invitano il premier a "darsi una calmata". Un cartello esposto davanti Palazzo Chigi, nel corso di un sit-in silenzioso, invitava infatti: "Mario Monti, scialla (foto http://is.gd/bq53FW)" (che tradotto starebbe a significare "stai sereno"). Monti infatti, nonostante lo spread tra Btp e Bund tedeschi non accenni a diminuire e l'Italia sia sotto la perenne "spada di Damocle" delle agenzie di rating, sembra continua a mostrare il suo atteggiamento serafico. Come giovedì, anche la giornata di venerdì è stata infuocata per i tassiti, e per chi abitualmente utilizza il loro servizio. Pochissimi, infatti, i taxi in giro per le vie di Roma, Milano, Torino, Napoli, e i pochi che hanno preferito non aderire alle assemblee spontanee e alle proteste sono stati considerati più o meno come dei "traditori" (guarda il video http://is.gd/YxMHsA). "Se si liberalizzano le licenze dei taxi, è possibile che si crei un oligopolio detenuto da chi, avendo grandi disponibilità economiche, faccia incetta di licenze" spiega in una nota Domenico Scilipoti, segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale, in riferimento alle liberalizzazioni proposte dal governo Monti. "Se invece si raddoppia il numero delle licenze – conclude Scilipoti - ovviamente si dimezzerà il ricavo di ogni taxista. Si pensi invece di agevolare l'acquisto del carburante, il cui prezzo riduce notevolmente il ricavo di ogni corsa. E si incentivi piuttosto la lotta agli abusivi, come sostenuto anche da Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi". Per manifestare quindi tutto il loro dissenso verso un provvedimento che potrebbe non solo andare a danneggiare fortemente la categoria ma che non pare rendere più "equo" l'accesso a tale professione, i tassisti di un po' tutta Italia, soprattutto quelli delle grandi città, hanno indetto diverse assemblee spontanee che di fatto hanno portato ad una forte limitazione delle corse, rimaste disponibili solo per persone disabili e per chi deve recarsi in ospedale. Per questo motivo l'Autorità di garanzia sugli scioperi spiega in una nota di aver chiesto alle autorità competenti informazioni sulla protesta andata in scena venerdì, invitando "i Prefetti interessati a valutare se sussistano le condizioni per l'attivazione del potere di precettazione". L'Autorità chiede inoltre di sapere "se tali astensioni siano riconducibili alle Organizzazioni di categoria, ovvero a comportamenti spontanei di singoli soggetti". Confermata poi l'assemblea di lunedì 16 gennaio a Roma, al Circo Massimo, e lo sciopero generale dei taxi di lunedì 23 gennaio, data in cui i tassiti incroceranno le braccia in tutto il territorio nazionale, anche se l'Autorità di garanzia ha già avvisato che il blocco totale sarebbe illegittimo perché creerebbe interruzione di pubblico servizio. Ma il governo Monti sembra andare avanti senza preoccuparsi troppo di tali rivendicazioni, tanto che il Consiglio dei ministri si è riunito venerdì per un esame preliminare del decreto legge sulle liberalizzazioni, previsto per il 20 gennaio (visto che il 23 dovrà essere presentato e sottoposto al placet dell'Europa) che dovrebbe appunto riguardare servizi pubblici, farmacie e il settore energia. Anche se in tanti credono che i veri problemi del Paese siano molto più a "monte".

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