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Tassisti: liberalizzazione "ci sfonda il cranio". Sciopero 23 gennaio

I tassisti sul piede di guerra contro le liberalizzazioni del governo Monti che gli "sfondano il cranio" come afferma un tassita romano nel corso della riunione del "parlamentino". Indetto sciopero nazionale dei taxi per lunedì 23 gennaio, e assemblea al Circo Massimo, a Roma, per lunedì 16 gennaio.

E' troppo semplice parlare, in merito alle liberalizzazioni, solo di lobby e caste pronte a difendere i propri interessi a danno del Paese. L'unico risultato sembra infatti essere quello di mettere i cittadini gli uni contro gli altri, innescando una lotta tra poveri a cui l'Italia non deve arrendersi. Il governo Monti annuncia che ci sarà "un decreto al mese" riguardo le liberalizzazioni delle professioni e di vari altri settori, promettendo che entro il 20 gennaio presenterà il primo decreto sulla materia. Poche finora le indiscrezioni al riguardo, ma sufficienti a scontentare un po' tutti quanti, soprattutto i tassisti ma non solo. Il grosso problema di queste liberalizzazioni è che arrivano senza un "periodo finestra" ma da un giorno all'altro, andando così a stravolgere tutte quelle regole su cui ogni "professionista" aveva finora dovuto fare i conti, anche letteralmente. "Vogliamo tutelare il nostro posto di lavoro" spiega per esempio un tassita alle telecamere de "Il Fatto Quotidiano" (Youtube http://is.gd/nb1WJs), giunto a Bologna dove ieri si è riunito il cosiddetto "parlamentino" dei tassisti che ha visto riunite 19 sigle. "Siamo molti qui - continua il tassista - per quei tanti che come me hanno iniziato due anni fa e si sono messi sulle spalle un mutuo di 15 anni, ipotecando la casa dei genitori. Siamo qui per questo motivo" spiega il giovane con le lacrime agli occhi. La riunione del "parlamentino" inizia infatti in maniera tesa, accusato di aver rappresentato i tassisti di tutta Italia "in modo sbagliato", come afferma un tassita della delegazione romana. "Siccome voi ci rappresentate - continua il tassista della Capitale - e in questo momento c'è stata scarsità da parte vostra di comunicazione, la stragrande maggioranza dei tassisti sono pronti al dialogo, ma sia ben chiaro: pronti a scendere in piazza, e a dimostrare tutto il nostro dissenso nei riguardi di questo governo che ci sta 'sfondando il cranio' ". Lorenzo Bittarelli, segretario nazionale di Uritaxi, spiega che vorrebbe che "eventuali riforme del nostro settore vengano decise direttamente dalla base dei tassiti e non dai propri rappresentanti sindacali, perché ho l'impressione che spesso si verifichi uno scollamento tra la base e i loro rappresentanti". "Mi sono comprato un posto di lavoro - fa notare ancora il tassista di prima sempre a "Il Fatto Quotidiano" - perché la licenza è proprietà del Comune. E questo posto di lavoro me lo potrebbero togliere anche domani, se io dovessi fare azioni, come sento in televisione, non consone al regolamento". Lunedì 23 gennaio, infatti, i taxi rimarranno fermi in tutta Italia per lo sciopero generale indetto dal "parlamentino", mentre nei prossimi giorni a Roma si terrà una nuova assemblea per stabilire le linee di azione di nuove mobilitazioni contro le liberalizzazioni annunciate dal governo Monti. "La categoria - si legge nel comunicato ufficiale unitario dei sindacati - in caso di decisione unilaterale da parte del governo si riserva di assumere tutte le iniziative ritenute più opportune". L'Uritaxi annuncia infatti che lunedì 16 gennaio "è in programma un'assemblea nazionale a Roma (al Circo Massimo) per decidere eventuali altre iniziative" anticipando che "nel corso dell'incontro romano, una delegazione si recherà presso la sede dell'Antitrust per contestare le cifre contenute nella relazione dell'autorità". "Se entro il 16 il governo non ci darà un segnale concreto - avvertono i tassisti - decideremo nel corso dell'Assemblea quali altre iniziative adottare", precisando che "il 20 gennaio alcune sigle sindacali dei tassisti, tra cui Ciisa Taxi, saranno ricevute in Senato da Andrea Augello (Pdl), proprio per discutere delle problematiche del settore". Il Codacons però avvisa i tassisti: "In caso di blocchi stradali e danni agli utenti in occasione dello sciopero del 23 gennaio, non esiteremo a presentare una raffica di denunce in Procura, così come avvenuto nel 2007, quando un elevato numero di taxi bloccò per ore e ore la circolazione stradale a Roma, impedendo il passaggio di auto e mezzi pubblici. Protesta che è valsa a 500 tassisti un processo in Tribunale". E' questo, probabilmente, uno dei timori del tassita intervistato da "Il Fatto Quotidiano", che forse farà pure parte di una "casta", ma da cui non pare avere poi così tanti privilegi. In Italia, infatti, spesso a farne le spese è "chi ci mette la faccia", e non le lobby che a volte ci sono dietro.

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