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Tasse: dal 2010 aumentano di 29 miliardi ma i servizi diminuiscono

Dal 2010 le tasse nazionali (come Irpef, IVA, Ires) sono salite del 6,1% pari ad un più 21,6 miliardi mentre quelle locali (IMU, Irap, addizionali comunali e regionali Irpef) dell'8% pari ad un aumento di 7,7 miliardi di euro. "I 29 miliardi di euro di tasse in più dal 2010 dimostrano in modo inequivocabile come la crisi economica sia stata pagata interamente da cittadini e imprese" denuncia il Codacons.

"I 29 miliardi di euro di tasse in più dal 2010 dimostrano in modo inequivocabile come la crisi economica sia stata pagata interamente da cittadini e imprese, che hanno dovuto mettere mano al portafogli a causa dell'abnorme incremento di imposte nazionali e locali" denuncia il Codacons, commentando i dati forniti dalla Cgia di Mestre.
L'Ufficio studi della Cgia svela infatti che negli ultimi 6 anni le imposte nazionali e le tasse locali hanno continuato a crescere. Le tasse nazionali (come Irpef, IVA, Ires, etc.) sono salite del 6,1% pari ad un più 21,6 miliardi mentre quelle locali (IMU, Irap, addizionali comunali e regionali Irpef, etc.) dell'8% pari ad un aumento di 7,7 miliardi di euro.
Il gettito delle tasse serve a coprire le spese ma nonostante queste siano "consumate" in gran parte a livello locale la stragrande maggioranza delle entrate finisce a Roma. Appena il 21,6% è infatti finito nelle casse di Regioni e Comuni (104,4 miliardi di euro), mentre il 78,4% lo ha incassato l'erario (378,8 miliardi di euro).
Il presidente del Codacons tira quindi le somme ed evidenzia che "in sostanza negli ultimi 6 anni ogni cittadino, neonati compresi, ha dovuto sborsare 483 euro di maggiori tasse- ricordando - Ciò nonostante tutti i governi in carica negli ultimi anni avessero promesso un taglio alla pressione fiscale".
Rienzi osserva inoltre: "All'aggravio di spesa per le famiglie e per le imprese si aggiunge, purtroppo, la beffa: a fronte dei 29 miliardi di euro in più di tassazione, i servizi resi dall'amministrazione centrale e dagli enti locali sono diminuiti, con tagli più sostanziosi nel settore della sanità e dei trasporti. Questo perché il costo della crisi economica è ricaduto interamente sulle spalle delle famiglie e delle imprese che da un lato si sono impoverite attraverso l'aumento della pressione fiscale e la perdita di potere d'acquisto, dall'altro hanno subito una riduzione dei servizi resi dallo Stato, dalle Regioni e dai Comuni".

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