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Tassa di soggiorno nei Comuni: se dormi, un fiorino

La "tassa di soggiorno" modello Roma potrebbe entrare in vigore in tutti i Comuni, trasformando l'Italia federalista nel modello "feuderalista" di "Non ci resta che piangere" di Troisi e Benigni.

Non cè ancora nulla di definito, ma "il modello Roma" (tassa di soggiorno già in vigore nella Capitale, da due a 5 euro a notte) potrebbe arrivare ovunque. In tutte le città, se non si è residenti, potrebbe scattare, nel nome del federalismo fiscale una "piccola tassa" per rimpinguare le casse dei comuni. La chiamano già la "tassa sui turisti", ma per ricordare l'immortale canzone di Umberto Tozzi, "tanto prima o poi gli altri (i turisti, ndr) siamo noi". Per ora la nuova tassa è una indiscrezione rivelata da Sergio Chiamparino, presidente dell'Anci, dopo aver incontrato il Ministro Calderoli, ma sarà il governo a decidere, anche per quanto riguarda la "compartecipazione" all'Irpef, aspettando la misteriosa nuova tassa unificatrice dal nome esotico "IMU".
A molti, la nuova tassa di soggiorno, soprattutto per chi fa il pendolare per lavoro, più che il "modello Roma" ricorda il modello "Non ci resta che piangere" di Troisi e Benigni dove ad ogni superamento del confine "feuderalista" c'era il fisco che sentenziava "ALT! Chi siete? Cosa fate? Cosa portate? Sì, ma quanti siete? UN FIORINO".

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