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Tari: meno rifiuti ma più tasse. Cgia: fino a più 47,4% in 5 anni

Nonostante in questi anni sia diminuita la produzione dei rifiuti, le tasse sullo smaltimento sono aumentate in maniera vertiginosa fino al 25,5% per una famiglia e fino al 47,4% per una azienda. Paolo Zabeo della Cgia di Mestre denuncia quindi la condizione di monopolio delle aziende che raccolgono i rifiuti.

Le tasse sui rifiuti aumentano in maniera vertiginosa, probabilmente più della stessa immondizia prodotta. A far notare come ormai i rifiuti vengano pagati a peso d'oro è la Cgia di Mestre che, attraverso il suo Ufficio studi, fa i calcoli di quanto dovrà spendere di Tari nel 2015 una famiglia oppure una azienda. Ed i numeri sono impressionanti. Una famiglia di 4 persone che vive in una casa da 120 mq, infatti, avrà infatti visto in 5 anni (2010-2015) lievitare la tassa sui rifiuti del ben 25,5%, tanto che quest'anno andrà a pagare mediamente 368 euro di Tari, con un aggravio di ben 75 euro. Ma "per le attività economiche, le cose sono andate anche peggio" osserva la Cgia di Mestre perché "nonostante la forte riduzione del giro d'affari, ristoranti, pizzerie e pub con una superficie di 200 mq hanno subito un incremento medio del prelievo del 47,4%, pari, in termini assoluti, a più 1.414 euro. Lo studio ha preso in esame le tariffe sui rifiuti applicate alle famiglie e alle imprese nei principali Comuni capoluogo di regione, con la Cgia che ricorda che "fino a qualche anno fa pagavamo la Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), anche se molti Comuni l'avevano rimpiazzata con la Tia (Tariffa di igiene ambientale). Nel 2013 il legislatore ha introdotto la Tares (Tassa sui rifiuti e servizi), mentre dal 2014 quest'ultima ha lasciato il posto alla Tari (Tassa sui rifiuti)". Proprio con l'introduzione della Tari, normata nella legge di stabilità 2014, "è stato ulteriormente confermato il principio che il costo del servizio in capo all'azienda che raccoglie i rifiuti dev'essere interamente coperto dagli utenti, attraverso il pagamento della tassa". Paolo Zabeo della Cgia di Mestre denuncia però che "queste aziende, di fatto, operano in condizioni di monopolio, con dei costi spesso fuori mercato che famiglie e imprese, nonostante la produzione dei rifiuti sia diminuita e la qualità del servizio offerto non sia migliorata, sono chiamate a coprire con importi che in molti casi sono del tutto ingiustificati". Zabeo auspica però che dal 2016 vengano applicata la determinazione delle tariffe ai fabbisogni standard ancorata nella legge di stabilità 2014, il che permetterebbe una diminuizione delle tasse sui rifiuti.

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