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TARI penalizza soprattutto i dettaglianti. FIDA: su di noi pesano inefficienze locali

Tra le varie tasse, quella relativa ai rifiuti (TARI) è emblematica" denunciava pochi giorni fa Confcommercio. "Ai dettaglianti dell'alimentazione spetta il non invidiabile record di essere tra i più strapazzati dalla tassa sui rifiuti" osserva quindi in una nota Donatella Prampolini Manzini, presidente della FIDA.

"La fiscalità locale continua a rappresentare un peso crescente per le imprese. Un carico di tributi divenuto, oramai, troppo oneroso e ingiustificato se si considerano le iniquità che lo caratterizzano. Tra le varie tasse, quella relativa ai rifiuti (TARI) è emblematica" denunciava pochi giorni fa Confcommercio sottolineando che "in soli 5 anni il tributo ha subito un incremento percentuale del 55%". Secondo i calcoli di Confcommercio infatti i ristoranti hanno visto aumentare i costi quasi del 500% mentre ortofrutta, pizzerie e discoteche ma anche pescherie e banchi di mercato con generi alimentari hanno superato addirittura il 600%. Per supermercati, negozi di pane, macellerie, salumerie, formaggi e generi alimentari le tariffe sono comunque quasi triplicate (più 190% di incremento tariffario). A questo si aggiunge inoltre che esistono enormi divari di costo tra territori, con picchi che sfiorano il 900%.

"Ai dettaglianti dell'alimentazione spetta il non invidiabile record di essere tra i più strapazzati dalla tassa sui rifiuti" osserva quindi in una nota Donatella Prampolini Manzini, presidente della FIDA (Federazione Italiana Dettaglianti dell'Alimentazione di Confcommercio - Imprese per l'Italia). "Non bastano le difficoltà che dobbiamo affrontare tutti i giorni per la crisi economica - lamenta - ma dobbiamo anche subire una pressione fiscale impressionante generata da un fisco nazionale opprimente e una tassazione locale inefficiente e arbitraria". "A livello locale sottolinea infatti la presidente della FIDA - si riscontrano inoltre delle disparità impensabili tra un Comune e l'altro: per una stessa tipologia di attività non è difficile pagare quattro o cinque volte di più in un comune rispetto a quello limitrofo". Donatella Prampolini Manzini chiede quindi "un'applicazione rigorosa del criterio dei fabbisogni e dei costi standard per fare in modo che le inefficienze delle amministrazioni locali non ricadano sulle imprese, che hanno già i propri problemi da risolvere".

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