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Stipendi parlamentari: tagliati 700 euro netti, ma col trucco

I politici in nome dell'equità si sono tagliati gli stipendi. I parlamentari italiani hanno infatti rinunciato a 1.300 euro lordi, e quindi 700 euro netti, gli stessi che si sarebbero visti entrare in più in busta paga grazie alla differente tassazione sui vitalizi.

In nome dell'equità i parlamentari si sono tagliati gli stipendi. I titoli dei giornali mainstream annunciano una sforbiciata di "ben" 1.300 euro (lordi), e quindi 700 euro netti, al mese. Insomma, non una cifra stratosferica, ma meglio di niente, avrà pensato probabilmente qualcuno. E invece, "niente" è forse la parola giusta per descrivere questa riduzione di stipendio dei politici italiani, che a quanto pare non hanno fatto altro che eliminare quei 1.300 euro in più che avrebbero percepito a causa della diversa tassazione dei vitalizi, che da ora in poi andranno calcolati non più attraverso il sistema retributivo ma con quello contributivo pro rata. La diversa tassazione, infatti, avrebbe "regalato" ai parlamentari proprio 1.300 euro in più, somma che difficilmente gli italiani avrebbero digerito una volta che ne fossero venuti a conoscenza, ma solo se a denuncialo fosse stato un determinato tipo di giornale "approvato" dai tecno storni cinguettanti.
E così, ecco che entra in gioco lo spirito di sacrificio dei politici, che si vanno a decurtare dal loro stipendio proprio quei 1.300 euro che sarebber entrati in busta paga. E questi soldi, che fine faranno? In tempi di crisi, si sa, non si butta via niente, e così la somma decurtata dagli stipendi finirà accontanata in un fondo, per i deputati naturalmente.
E mentre, per determinati provvedimenti, sono alle volte infinite le discussioni all'interno di Montecitorio, stavolta Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera, annuncia che "si tratta di decisioni definitive e ad effetto immediato".

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