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Riforma tabacchi, sigarette elettroniche: via accisa minima, liberalizzati fiammiferi

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo in materia di tassazione dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei e dei fiammiferi. Il decreto modifica il regime di imposizione della cosiddetta "accisa minima", introducendo invece un "onere fiscale minimo", l'accisa più IVA, pari a 170 euro il chilogrammo. Modifiche sulla tassazione anche per le sigarette elettroniche. Liberalizzata invece produzione e vendita dei fiammiferi.

Il Consiglio dei ministri, che si è riunito il 10 novembre 2014, ha approvato il decreto legislativo in materia di tasse dei tabacchi lavorati, dei loro succedanei e dei fiammiferi, che discende dalla delega conferita al governo ad introdurre norme per la revisione delle imposte sulla produzione e sui consumi. Come spiega in una nota Palazzo Chigi, il decreto modifica il regime di imposizione della cosiddetta "accisa minima", che nei fatti esiste ormai solo sul piano formale, tenuto conto delle ripetute pronunce di sua disapplicazione, e assicura il mantenimento dell'attuale gettito erariale.

Lo schema del decreto prevede invece un "onere fiscale minimo", l'accisa più IVA, pari a 170 euro il chilogrammo. Palazzo Chigi spiega che "questa previsione risulta coerente con gli obiettivi propri di un onere minimo di tassazione (esigenza di tutela degli interessi erariali e della salute pubblica), in quanto incide in misura più rilevante sui prezzi molto bassi ed in misura più attenuata sui prezzi via via più elevati, così da implicare un riposizionamento verso l’alto dei prodotti di prezzo basso e molto basso". Il provvedimento pertanto "eleva l'aliquota dal 58,6% al 58,7%, con un leggero inasprimento fiscale". Inoltre, il decreto prevede anche "la modifica dell’accisa minima del 'tabacco trinciato fino' per arrotolare le sigarette, con l’applicazione di un’accisa minima pari a euro 115 il chilogrammo. Oggi l’accisa minima è pari a euro 105,30 il chilogrammo".


Il testo del decreto che rivede le tasse del settore introduce anche "la nuova categoria dei 'tabacchi da inalazione senza combustione' (sigarette elettroniche, ndr), per i quali prevede una disciplina specifica, sia rispetto alle normali sigarette sia rispetto ai prodotti per l’inalazione senza combustione di sostanze diverse dal tabacco già in commercio. Per questi prodotti si prevede una tassazione calibrata su quella che grava sulle sigarette, attraverso l’introduzione di un'accisa pari al 50% di quella che grava sull’equivalente quantitativo di sigarette, calcolata con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale". Palazzo Chigi afferma che "la minore tassazione si giustifica considerando la minore nocività del prodotto rispetto alle sigarette tradizionali".

Lo schema di decreto legislativo rivede anche "la tassazione dei liquidi, che non hanno una funzione medica, immessi nelle cosiddette 'sigarette elettroniche'. In particolare, - prosegue la nota governativa - la norma stabilisce, anche per questa tipologia di prodotti, l’applicazione di un’imposta commisurata a quella delle sigarette ma ridotta, in considerazione della loro minore nocività. Analogamente ai tabacchi da inalazione senza combustione, anche in questo caso è previsto un procedimento per determinare l’equivalenza con un chilogrammo convenzionale di sigarette e, da qui, determinare l’accisa, in misura ridotta del 50% dell’accisa gravante sull’equivalente quantitativo di sigarette, calcolata con riferimento al prezzo medio ponderato di un chilogrammo convenzionale.

Infine, novità anche in merito alla produzione e vendita dei fiammiferi, che viene liberalizzata. Il governo Renzi ha infatti eliminato l'imposta di consumo sui fiammiferi. Per quanto riguarda la rivendita, il governo ha stabilito che al fine di consentire una migliore distribuzione della vendita di tabacchi lavorati nei Comuni fino a 2000 abitanti verranno ritoccati al ribasso i requisiti minimi previsti per l'istituzione dei "patentini" per la vendita dei tabacchi nei pubblici esercizi (in particolare bar, ristoranti, alberghi) in tali Comuni.

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