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Partita Iva dei minimi: il "forfettone" passa dal 20 al 5 per cento

Sembra che all'interno della manovra economica il forfait fiscale del 20 per cento cui usufruiscono coloro che hanno la cosiddetta "partita Iva dei minimi", scenderà drasticamente al 5 per cento, ma solo entro i primi 5 anni di attività.

Sembra che all'interno della manovra economica il forfait fiscale del 20% cui usufruiscono coloro che hanno la cosiddetta "partita Iva dei minimi", e cioè quei contribuenti a cui si applica il regime fiscale speciale dei "minimi", scenderà drasticamente al 5%. Ma solo per quelle imprese, o professionisti, con meno di cinque anni di attività, o che la stanno avviando adesso. Questo probabilmente per agevolare tutti quegli imprenditori che intendono aprirsi una attività e che quindi, grazie ad una minore tassazione, avranno molta meno acqua alla gola. Con il regime dei minimi, infatti, il "forfettone" del 20% sul reddito (che ora dovrebbe passare al 5%) include tutte le imposte, quali Irpef, Iva, Irap e tributi locali, e inoltre sono esclusi dall'applicazione degli studi di settore. Unica condizione, non si può superare la soglia reddituale di 30mila euro l'anno, altrimenti si passa ad un regime "normale" con l'Iva. Per fortuna, inoltre, sembra che sia stata, almeno per il momento, accantonata l'idea di aumentare al 33% i contributi previdenziali obbligatori da versare alla gestione separata dell'Inps, tanto che l'Acta (Associazione consulenti terziario avanzato) ha sospeso la manifestazione in programma, pur avvertendo che rimarranno "prontissimi a reagire se venissero riproposte misure così folli e inique".

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