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Monti: più tasse indirette per tutti. Rischio? Aumento della povertà

Mario Monti promette lotta all'evasione fiscale e annuncia lo spostamento "dell'asse del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette". In poche parole, tutto costerà di più, e quindi tale politica fiscale presumibilmente porterà ad un ulteriore impoverimento del cittadino, soprattutto quello già povero.

La lotta all'evasione fiscale è iniziata. E' questa la promessa del premier Mario Monti, ma sempre, naturalmente, in nome del "rigore, dell'equità e dello sviluppo", come sottolineato nel corso della riunione presso il Ministero dell'Economia dove si è radunata il 28 febbario la Task Force che si occuperà "di dare impulso alla lotta all'evasione fiscale", come spiega una nota di Palazzo Chigi.
"Il recupero dell'evasione deve diventare uno strumento per migliorare l'efficienza del sistema economico in un quadro più equo. Nel 2011 grazie all'operato dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza sono stati recuperati 12 miliardi di euro. Ma si può e si deve fare di più" assicura Mario Monti "perché se ognuno dichiara il dovuto, il fisco potrà essere più leggero per tutti".
In particolare "nell'ambito del processo di attuazione della riforma fiscale saranno predisposti schemi di provvedimenti normativi diretti al riequilibrio del sistema impositivo, anche relativamente alla tassazione dei redditi finanziari nonché alla riduzione degli effetti distorsivi delle scelte degli operatori economici" si legge nell'atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2012-2014, dove si sottolinea il necessario "spostamento dell'asse del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette". Da sottolineare però che le imposte indirette si trasferiscono da chi è tenuto a pagarle per legge ad altri soggetti, tanto che "tali imposte possono portare ad un divario tra prezzi netti per il produttore e prezzi pagati dal consumatore. Esse colpiscono la ricchezza nel momento in cui si manifesta in maniera indiretta, ossia quando essa viene o consumata oppure trasferita" (Wikipedia).
Sembra quindi che secondo la logica del governo Monti, l'aumento delle tasse indirette (IVA, imposta di bollo, catastale, sulle successioni, per fare alcuni esempi) sarebbe una misura "equa" visto che gravà su tutti i cittadini, in maniera indifferenziata. Peccato che l'Italia, potrebbe far notare qualcuno, sta andando incontro ad un lungo periodo di austerità, e spostare l'asse del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette potrebbe solamente portare ad un ulteriore impoverimento del cittadino, visto che il primo effetto di tale politica sarà inevitabilmente un aumento dei prezzi al consumo.

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