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Manovra, Bossi: riduzione tasse? Non questa volta

La manovra correttiva, insieme alla riforma fiscale, sarà presto sul tavolo del Consiglio dei ministri, e anche se il sereno sembra essere tornato tra le parti, a continuare a laciar tutti col fiato sospeso è sempre Bossi.

Ieri si sono riuniti i vertici della maggioranza per fare il punto sulla manovra correttiva da 43 milardi (anche se qualcuno parla già di 47 miliardi) e sulla riforma fiscale che sarà presentata, e varata, giovedì prossimo durante il Consiglio dei Ministri. Finora poche le indiscrezioni sui punti centrali della manovra, tanto per lasciare l'effetto sorpresa. E mentre Antonio Di Pietro annuncia che l'Italia dei Valori esaminerà "voce per voce la manovra di Tremonti" per poi esprimere "un sì o un no", Pier Luigi Bersani parla già di "farsa drammatica", e anche Pier Ferdinando Casini sembra concordare. I leader rispettivamente del PD e dell'UDC non entrano però nel merito della manovra ma sottolineano solo che "scaricare sull'anno elettorale, sul 2013, tutto il peso e l'onere di una manovra, rischia di essere sleale", come evidenzia Casini, perché sarebbe "una presa in giro colossale per l'Italia", come conclude Bersani. E mentre Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, suo "delfino" nel Pdl, sembrano usciti soddisfatti dalla riunione della maggioranza, chi continua a far impensierire sulla tenuta del governo è sempre Umberto Bossi. Come in altre occasioni, quasi il leader del Carroccio si divertisse a tenere tutti col fiato sospeso, Bossi infatti afferma che in realtà la discussione "va così così", sottolineando che "il governo rischia fino a che non è passata la manovra" perché "bisogna ancora lavorare sulla bozza". Di una cosa però gli italiani possono già esser certi, e cioè che dalla manovra correttiva "non ci sarà una riduzione delle tasse ma una loro rimodulazione", come anticipa Franco Frattini e anche Umberto Bossi, che spiega: "Riduzione tasse? Non questa volta". Anche Nichi Vendola parla di tasse in riferimento della manovra correttiva, sottolineando che in realtà questa sarà "nei fatti una gigantesca tassa patrimoniale sui poveri e sui ceti medi". Nichi Vendola infatti spiega, e forse avverte, che "il grosso dei 45 miliardi di euro sarà pagato dalla patrimoniale dei poveri, estraendo dalle tasche degli italiani, esattamente dei ceti medi e bassi, tutto quello che si potrà estrarre". Il leader di Sinistra ecologia e libertà è chiaro quando sostiene che questa manovra correttiva "sarà una gigantesca catastrofe sociale" perché "si tornerà ad iniettare nelle vene della società italiana ulteriori drastiche medicine fatte di tagli, di perdita di servizi per i cittadini", avvertendo però che "a furia di questo tipo di cure" si rischia "di uccidere l'ammalato" si rischia "di mettere in ginocchio il nostro Paese per sempre".

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