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IMU bis: arriva l'imposta di scopo 2012, anche su prima casa

Arriva l'IMU bis, che non è altro l'imposta di scopo rivisitata dal governo dei tecnici, visto che la tassa colpirà anche la prima casa. Imposta di scopo 2012: cos'è e cosa cambia.

Arriva l'IMU bis, come l'ha già ribattezzata La Repubblica che rivela come nel decreto sulle semplificazioni fiscali sia stata inserita, senza troppo clamore, la vecchia imposta di scopo, naturalmente rivisitata. L'imposta di scopo 2012 sarà infatti applicabile fino a 10 anni rispetto ai precedenti 5, finanzierà il 100% delle opere (e non più il 30%) e dulcis in fundo è stata estesa anche alle prime case. Insomma, questa imposta di scopo è una vera e propria nuova tassa sul mattone, che come sempre in Italia è l'investimento più sicuro ma di questi tempi diventa ancora più redditizio per lo Stato.
L'imposta di scopo 2012 funziona infatti come l'IMU, poiché si calcolerà su tutti gli immobili, anche la prima casa, sulla base della rendita catastale che è stata innalzata del 60% dal Salva Italia e un'aliquota che può arrivare al 5 per mille. I comuni avranno quindi scegliere sia l'aliquota che i tempi di imposizione della tassa, che avrà il compito di finanziare (questa volta fino al 100%) lo "scopo" per cui è stata emessa, e cioè per esempio ristrutturazione di monumenti, giardini, scuole, strade e tutto quanto ha in mano il sindaco.
Il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, afferma di non "avere più parole" invitando "chi ha voluto e approvato l'IMU-bis a venire nelle nostre sedi e vedere che c'è chi piange dopo essersi fatto fare i conti dell'IMU, e questo ancora prima che venisse addirittura bissata".
I pochi sindaci finora intervenuti sull'IMU bis sembrano comunque perplessi e non troppo propensi a voler applicare una nuova imposta sugli immobili anche perché "le tasse su imprese e famiglie sono alle stelle e il Patto di stabilità strangola i Comuni", come sottolinea il sindaco di Vicenza, Achille Variati (PD). Ma proprio il Patto di stabilità e crescita, unito al nuovo pareggio di bilancio sancito in Costituzione (http://is.gd/ltvpTX), costringerà prima o poi gli amministratori degli enti locali, in particolare, ad aumentare le tasse ai cittadini (o tagliare drasticamente i servizi), soprattutto quelli attualmente maggiormente indebitati.

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