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ICI Chiesa: grazie Monti, in futuro Cappella in albergo sarà esente

Mario Monti fa pagare l'ICI alla Chiesa. E' questo il titolo ridondande che è apparso sui media mainstream per un paio di giorni, ma come è noto la Chiesa cattolica pagava già la tassa sugli immobili commerciali. In futuro, però, grazie al premier, la "Cappellina di un albergo sarà esentata".

La Chiesa ha sempre pagato l'ICI su quegli immobili che venivano utilizzati in maniera commerciale. Quando non l'ha fatto ha commesso un reato perseguibile dalla legge, esattamente come chiunque altro. Quindi i grandi titoloni che sono stati spesi in questi due giorni riguardo al fatto che finalmente Mario Monti ha adottato il pugno di ferro costringendo la Chiesa ad arretrare dalle sue posizioni, obbligandola a pagare la tassa sugli immobili, sono completamente errati, per non dire viziati (da probabili pregiudizi).
Ciò che ha fatto Mario Monti è semplicemente emettere una nota di Palazzo Chigi dove si annuncia che "in merito all'esenzione dall'imposta comunale sugli immobili riservata a tutti gli enti non commerciali" veniva comunicato al Vice Presidente della Commissione europea, Joaquin Almunia, l'intenzione "di presentare al Parlamento un emendamento che chiarisca ulteriormente e in modo definitivo la questione" sull'ICI. Prima di entrare nello specifico, è forse bene sottolineare che Mario Monti ha parlato di esenzione ICI per "tutti gli enti non commerciali", perché la questione non riguarda solo la Chiesa ma tutte le organizzazioni non profit (anche di stampo laico o di altre confessioni religiose), e quindi Ong e Onlus, circoli ricreativi, culturali e sportivi, tra gli altri. Chissà quanti italiani, per esempio, portano a giocare i propri figli a calcetto magari in un circolo sportivo ignorando che chi lo gestisce potrebbe essere esentato dal pagamento dell'ICI. Eppure, forse, quel genitore non si è mai neanche reso conto che si tratta di un "ente non commerciale".
Ma in questo periodo storico, dove si è arrivati persino dal palco di Sanremo ad affermare che due giornali cattolici (Avvenire e Famiglia Cristiana) "andrebbe chiusi definitivamente" come sostenuto dal "predicatore" Adriano Celentano (http://is.gd/8l0wgH), quando si parla di esenzione ICI il pensiero è tutto rivolto alla Chiesa, che oltretutto per mesi ha spiegato fino alla noia (per chi aveva orecchie per intendere) che chi poneva la questione stranamente partiva sempre "da un assunto contrario" come spiegava poco tempo fa il cardinal Angelo Bagnasco (http://is.gd/n1EPEK).
In realtà la questione è più semplice di quanto non la si pensi. Questo emendamento non farà che chiarire quei punti che potevano essere interpretati in maniera controversa, o discrezionale. Da tutti coloro, però, che gestiscono un ente non commerciale e non solo la Chiesa.
L'iniziativa del governo Monti, quindi, si baserà sui seguenti criteri:
- l'esenzione fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un'attività non commerciale; - l'abrogazione di norme che prevedono l'esenzione per immobili dove l'attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente; - l'esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l'attività di natura non commerciale; - l'introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal Ministro dell'economia e delle finanze circa l'individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all'interno di uno stesso immobile.
Insomma, niente di così diverso rispetto all'attuale normativa, a parte l'ultimo punto. Come invece ricorda Mimmo Muolo dell'Avvenire (http://is.gd/xShL67), la nuova normativa sull'ICI potrebbe invece che recar quel danno (economico) tanto desiderato da alcune frange politiche a cui gli fanno eco una parte di media mainstream, essere una beffa nei confronti di chi già considerava Mario Monti come un eroe (ad esempio su Twitter).
"Bisogna ricordare - scrive Mimmo Muovo - che se in un albergo di proprietà ecclesiastica c'è una cappellina, l'ICI attualmente si paga anche sulla cappellina (e non è vero il contrario come si è sostenuto da più parti)" mentre "in futuro la cappellina diventerà esente".

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