le notizie che fanno testo, dal 2010

Governo Monti: per micro imprese è "effetto Tafazzi"

Micro imprese in pericolo e che "difficilmente potranno superare questo triennio con un carico fiscale aggiuntivo di questa portata". Lo dice la CGIA di Mestre con un'analisi del pacchetto di misure introdotte dal governo Monti. Un "effetto Tafazzi" che vale un flash mob.

Quasi tutti sanno chi è Tafazzi. E' quel personaggio in calzamaglia nera e mutandone bianco munito di "conchiglia" protettiva che, con una bottiglia di plastica in PET, negli anni '90, si "autoflagellava" con precisi colpi proibiti. Tafazzi in una mirabile interpretazione di Giacomo Poretti (Aldo, Giovanni e Giacomo) è ancora presente su Youtube con questo frammento di pochi secondi . Proprio con il personaggio di Tafazzi si può forse riassumere la condizione del piccolo imprenditore italiano di fronte al Governo Monti, soprattutto dopo aver letto l'analisi, lucida ed "impietosa" della CGIA di Mestre. La sintesi dell'organizzazione è netta quanto sconfortante: "con Monti più tasse per 5,5 mld di euro". Spiega l'Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia (che ricordiamo è nata subito dopo la guerra, nel 1945): "mettendo a confronto gli effetti economici che andranno ad aggravare il carico fiscale e contributivo delle imprese con quelle, invece, che ne alleggeriranno il peso, il saldo, nel triennio 2012-2014, sarà positivo: ovvero, le imprese italiane si troveranno a pagare quasi 5,5 miliardi di euro in più. A questo risultato si giunge sottraendo dai 19 miliardi di tasse e contributi introdotti dal Governo Monti, i circa 13,6 miliardi di euro di alleggerimento fiscale che l'Esecutivo praticherà nel triennio considerato".

Gli effetti del "salasso" sono ben spiegati dal segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi: "Le più penalizzate dal pacchetto di misure introdotte dal governo Monti saranno le micro imprese: in particolar modo quelle senza dipendenti che non potranno avvalersi degli sgravi Irap previsti per i dipendenti e dell'ACE (Aiuto alla Crescita Economica), visto che per le aziende in contabilità semplificata non potranno applicare quest'ultima misura. Se si considera che il 75% degli imprenditori individuali lavora da solo, si può affermare che gli artigiani e i commercianti che non hanno dipendenti subiranno dei forti aumenti di tassazione non ammortizzati dagli sgravi previsti dal Salva-Italia". Senza addentrarsi nei particolari dell'interessante analisi della CGIA che fa i conti con l'IMU rispetto all'ICI, con l'aumento delle aliquote contributive INPS a carico degli artigiani e dei commercianti, con gli incrementi di imposta che superano il 60% per i capannoni in categoria catastale D1, con la deducibilità dei costi per le auto aziendali che il fisco non riconoscerà più nella misura del 40% (ma solo del 27,5%), e con la tassa sui rifiuti che verrà rinnovata e si chiamerà TARES, ecco che "messe tutte in fila, la CGIA stima che queste misure valgano circa 5 miliardi di euro nel 2012, che diventano quasi 6,7 mld nel 2013 e salgono a 7,3 mld nel 2014. Pertanto, nel triennio 2012-2014 le maggiori tasse e contributi a carico delle imprese saranno pari a poco più di 19 miliardi di euro".

Il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi tira quindi le somme: "Pur riconoscendo che questo Governo ha dimostrato in più di una occasione di avere una certa sensibilità nei confronti delle piccole imprese – grazie all'approvazione del decreto per il pagamento dell'Iva per cassa, i 6,7 miliardi messi a disposizione alla Pubblica amministrazione per pagare i fornitori o la riduzione del versamento dell'acconto Irpef relativo al 2011 – la situazione generale è tale che difficilmente le imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione, potranno superare questo triennio con un carico fiscale aggiuntivo di questa portata". Una situazione drammatica per le piccolissime inprese che Bortolussi sintetizza così: "Non possiamo sperare di rilanciare l'occupazione e in generale l'economia se penalizziamo soprattutto le piccole imprese che costituiscono il tessuto connettivo della nostra economia". E qualcuno pensa già a come sarebbe immediatamente comprensibile, al Paese e al mondo, una protesta non violenta con i piccoli imprenditori che, sotto Palazzo Chigi, fanno sentire la loro rabbia a colpi di bottiglia sulla conchiglia, dicendo solamente "oh-oh-oh, oh-oh-oooh".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: