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Confcommercio: tasse Italia più alte al mondo. Mix esplosivo Imu-Tasi-Tari

Secondo i calcoli dell'Ufficio studi Confcommercio la pressione fiscale è infatti pari al 53,2% del PIL, al netto dell'economia sommersa che è intorno al 17,3% del prodotto interno lordo. Ciò vuol dire che l'Italia ha le tasse più alte al mondo. Ai contribuenti quindi rimane ben poco per spendere, e così Carlo Sangalli chiede al governo di "realizzare una poderosa operazione" che consiste in "meno tasse e meno spesa pubblica, più riforme e più lavoro".

Se i contribuenti italiani già lo intuivano, ora c'è anche uno studio a confermare che le tasse in Italia sono le più alte del mondo, letteralmente. Secondo i calcoli dell'Ufficio studi Confcommercio, diffusi in occasione del convegno "Tagliamo le tasse non tassiamo la crescita. Indice di civiltà per un Paese moderno", la pressione fiscale è infatti pari al 53,2% del PIL, al netto dell'economia sommersa che è intorno al 17,3% del prodotto interno lordo. La Confcommercio conferma quindi che si tratta di una percentuale che supera quella di tutti i maggiori Paesi nel mondo, superiore dunque anche a quella di Paesi che hanno notoriamente una forte pressione fiscale come Danimarca (51,3%) e Francia (49,5%). Per pagare meno tasse, invece, bisogna trasferirsi in Gran Bretagna (40% di pressione fiscale), Spagna (37,6%), Irlanda (32,5%), Canada (31,2%) e Stati Uniti (27,7%). Paradossalmente, in questi Paesi anche l'evasione fiscale è minore, tanto che l'economia sommersa rispetto al PIL ha un'incidenza di gran lunga inferiore rispetto a quella italiana.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, chiarisce inoltre che non solo "la ripresa è ancora fragile e incerta" ma che i consumi "sono ancora desolatamente al palo" visto che "le famiglie continuano a rimandare gli acquisti a tempi migliori". Per sbloccare tale drammatica situazione, che rischia di far precipitare l'Italia in una vera e propria stagnazione, è necessario quindi "realizzare una poderosa operazione" che consiste in "meno tasse e meno spesa pubblica, più riforme e più lavoro", precisa Sangalli. Il presidente di Confcommercio ribadisce infatti che "tagliare le tasse per favorire la crescita è il passaggio ineludibile, la premessa a qualsiasi azione che possa ricostituire il potere di acquisto delle famiglie e che possa essere una concreta spinta alla domanda interna". Sangalli denuncia invece come negli ultimi anni, al contrario, la pressione fiscale sia cresciuta costantemente creando, a livello locale, veri e propri ingorghi fiscali come "il mix esplosivo Imu-Tasi-Tari che ha disorientato le famiglie e complicato la già difficile attività di gestione delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti". Confcommercio lamenta infine quanto il sistema fiscale italiano sembra essere stato concepito proprio "contro il contribuente" visto che in Italia di fatto "le tasse si pagano tre volte: prima come imposte, poi come burocrazia, infine come incertezza".

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