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Condono, Cicchitto: per la crescita e l'abbattimento del debito

Anche se Palazzo Chigi esclude "ipotesi di condono" da introdurre nel decreto sviluppo, Fabrizio Cicchitto sembra lasciar intendere che se sarà necessario per finanziare "un'operazione sulla crescita e l'abbattimento del debito", questo verrà preso in considerazione.

"Il governo non ha preso e non prende in considerazione ipotesi di condono. Indiscrezioni del genere a riguardo sono prive di fondamento e vengono escluse nel modo più totale". E' solo del 7 ottobre la nota stampa diffusa da Palazzo Chigi, che sembrava mettere un punto alle indiscrezioni uscite da Palazzo che volevano la maggioranza discutere su un possibile condono, edilizio e fiscale, da inserire nel decreto sviluppo. Appena le voci sono cominciate a divenire più insistenti, l'opposizione e le parti sociali hanno cominciato immediatamente la loro protesta, con Stefano Fassina, responsabile economico del PD, che sosteneva come "un gruppo di parlamentari è al lavoro per infilare l'emendamento al momento opportuno, prima del voto di fiducia", aggiungendo che "il condono è l'emblema del degrado morale dell'Italia berlusconiana ed è la conferma dell'assoluta inadeguatezza del governo Berlusconi ad affrontare i nodi veri che bloccano lo sviluppo del paese". "Oltre che antidemocratici e con la coscienza sporca questi sono pure degli incapaci" incalza invece dal suo blog Antonio Di Pietro, spiegando che la maggioranza ha "parlato molto e sempre a vanvera del decreto sviluppo" mentre ora che "bisogna passare dalle parole ai fatti non sanno più cosa metterci dentro. Quindi ecco che rispunta la sola strada che conoscono: la più facile, la più ingiusta, la più odiosa e in prospettiva la più controproducente: il condono". Fabrizio Cicchito, infatti, intervenendo durante il convegno di Saint Vincent "Verso un nuovo Pdl", che dovrebbe riprende "l'ispirazione interclassista della Democrazia cristiana" come ipotizza il capogruppo del PDl alla Camera, non esclude l'utilizzo del "condono edilizio e del condono fiscale" al fine di utilizzare i soldi per rilanciare l'economia. Per Cicchitto il governo, fino adesso, "ha avuto una linea difensiva che ha consentito però di salvare l'Italia" mentre ora, aggiunge, "è indispensabile un salto di qualità con una riforma istituzionale, che comprenda la riforma elettorale" ma anche "un'operazione sulla crescita e l'abbattimento del debito". Per questo motivo, è probabile che sarà necessaria "una forma di finanza straordinaria", aggiunge Cicchitto, e oltre al condono sembra che la maggioranza pensi ad una "patrimoniale morbida", ad una "riforma delle pensioni" e alle "dismissioni". "Stavolta sarebbe un condono tombale davvero - tuona ancora Di Pietro - In un momento come questo seppellirebbe ogni idea di giustizia e di democrazia in Italia. Sarebbe un atto di eversione antidemocratica e porterebbe il Paese al punto di esplosione", concludendo: "Prima la legge fascista contro la libertà di stampa (http://is.gd/IuLSNL, ndr) adesso l'ipotesi di un nuovo premio ai malfattori e agli evasori". Dal suo blog anche Pier Ferdinando Casini dell'Udc esprime tutta la sua contrarietà all'idea di un nuovo condono, ritenendolo "immorale e diseducativo rispetto ai cittadini che fanno il loro dovere", sottolineando che "continuare a parlare di condono è un modo certo per favorire l'evasione fiscale". D'altronde, spiega sempre Cicchitto da Saint Vincent, "l'etica non si misura su questo, ma sulla capacità di trovare risorse".

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