le notizie che fanno testo, dal 2010

Telemarketing: addio opt-in, in arrivo opt-out. Non è peggio?

Fino ad oggi il cittadino poteva essere contattato dal telemarketing solo se aveva dato "il benestare (sistema opt-in)". Dal 1 febbraio 2011, invece, bisognerà iscriversi al "Registro delle opposizioni" (opt-out) per non essere "chiamati". Ma Adusbef e Federconsumatori chiedono una deroga.

Fino al prossimo 1 febbraio 2011 i cittadini possono essere contattati telefonicamente (telemarketing) solo "attraverso elenchi di cittadini che avevano dato il loro benestare (sistema opt-in)" ricordano in una nota Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori. Dal prossimo martedì, invece, entrerà in vigore "il nuovo sistema (opt-out) per cui, coloro che non vogliono essere contattati devono necessariamente richiedere l'iscrizione nel cosiddetto 'Registro delle opposizioni' ". Un sistema che non piace ad Adusbef e Federconsumatori anche perché, almeno fino ad oggi, "non ne è a conoscenza nessuno", sottolineano sempre nel comunicato Lannutti e Trefiletti.
In definitiva "dal 1 febbraio prossimo le famiglie italiane, senza che ne abbiano minima conoscenza, potranno essere importunate e molestate telefonicamente per la commercializzazione e le più svariate vendite di prodotti e servizi" spiegano l'Adusbef e Federconsumatori, perché stando alla nuova normativa se si vorrà essere cancellati dagli elenchi del telemarketing bisognerà iscriversi al "Registro delle opposizioni" affidato alla Fondazione Bordoni, gestito insieme al Dipartimento comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico. Dal 31 gennaio sarà attivo il sito internet dove sarà quindi possibile comunicare la propria volontà nel non essere contattati. Pare che dal 1 febbraio partirà anche una campagna di informazione, cui è stato coinvolto anche il Dipartimento dell'editoria di Palazzo Chigi, e gli operatori telefonici nei prossimi mesi probabilmente insieme alla bolletta invieranno tutte le spiegazioni sulla nuova normativa.
Un accorgimento non sufficiente, sempre secondo l'Adusbef e Federconsumatori, che sottolineano come sarebbe stato invece necessario "un adeguato periodo transitorio, fondamentale per l'informativa alle famiglie - aggiungendo - anche alla luce delle esperienze registrate in altri Stati della Comunità Europea, (solo due per la verità: Spagna e Regno Unito), che hanno adottato questo sistema e che ha visto la lista delle opposizioni raggiungere dimensioni adeguate solo dopo svariati anni di vigenza di questo sistema".
Elio Lannutti e Rosario Trefiletti chiedono quindi "una deroga all'attuazione di questo sistema di alcuni mesi per permettere una capillare informazione al Paese" perché è facile intuire che "comporterà fortissimi disagi alle famiglie italiane soprattutto a quelle più anziane".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: