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Dj Fabo, pm si chiede "se questo è un uomo" e vuole assoluzione Cappato

Marco Cappato è a processo per il reato di aiuto al suicidio di Dj Fabo ma la Procura ne chiede l'assoluzione tanto quanto la difesa dell'esponente dei Radicali. La pm infatti si chiede pensando al Dj Fabo cieco e tetraplegico "se questo è un uomo". La risposta è sì, ma ad oggi non è così scontata.

"Io mi rifiuto di essere la parte dell'accusa. Io rappresento lo Stato. E lo Stato è anche Marco Cappato" dichiara in aula il pubblico ministero Tiziana Siciliano, che chiede l'assoluzione per l'esponente dei Radicali perché il fatto non sussite.
Anche Fabiano Antoniani, meglio noto come dj Fabo, era però "lo Stato" e negare che Marco Cappato lo abbia aiutato al suicidio, articolo 580 del codice penale, rischierebbe di creare un pericoloso precedente.
Se la Corte sentenziasse infatti che Cappato non ha davvero "agevolato l'esecuzione" del fine vita di dj Fabo, dal giorno dopo potrebbero nascere in Italia vere e proprie agenzie di "viaggi della morte", con destinazione quei Paesi che per legge eseguono l'eutanasia o il suicidio assistito.

Per il pm, però, prima di tutto "dobbiamo chiederci a quale vita facciamo riferimento" e arriva così a domandarsi, pensando al dj Fabo cieco e tetraplegico, "se questo è un uomo".
L'opera di Primo Levi però è nata per far riflettere sull'orrore dei lager nazisti e non per avallare, paradossalmente, la morte di persone considerate dalla maggioranza mainstream dell'epoca "indegne di vivere".

Il pericolo però è che oggi persino un alcolista viene considerato, anziché un fallimento per la società, solo un essere vivente impossibilitato a continuare a condurre "una vita meravigliosa" come era quella di Dj Fabo prima dell'incidente, utilizzando le parole della pm Siciliano. E così l'Olanda poco tempo fa ha concesso ad un uomo di accedere all'eutanasia solo perché non riusciva a disintossicarsi.

In questa maniera, il suicidio assistito va a trasformarsi in una nuova pena di morte, applicabile a chiunque pensa di aver "completato" il percorso della propria vita o non è capace di adattarsi a questa forma di società.
Se passerà quindi il principio giuridico che il suicidio assistito (così come l'eutanasia) è una scelta di libertà per esprimere la propria dignità di uomo, c'è il rischio che una tale sentenza metta le basi per quello che già in altri Paesi viene definito "omicidio di Stato". Ma a quel punto, ci sarà chi di "essere Stato" non ne vorrà più sapere.

© riproduzione riservata | online: | update: 17/01/2018

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