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Stress da rientro, rimedio: fare finta di lavorare

Gli esperti lanciano l'allarme per una malattia molto diffusa, soprattutto tra gli italiani, il "post vacation blues", cioé lo "stress da rientro". Pare che ad esserne afflitti siano in molti, ma arrivano i primi consigli. Anche dalla rete.

Un vecchio detto romano recita: a forza di magnà, beve e dormì nun c'ho n'attimo de riposo! Tanto che gli esperti lanciano l'allarme per una malattia molto diffusa, soprattutto tra gli italiani, il "post vacation blues", cioé lo "stress da rientro". Più comunemente conosciuta come "ansia al solo pensiero di ricominciare a lavorare".
Questo tipo di stress non può essere compreso da chi comunemente lavora seriamente tutto l'anno, e magari non ha tempo o modo per farsi un giorno di vacanza. Ma pare che ad esserne afflitti siano in molti, tanto che per evitare i sintomi di tale fastidiosa malattia chi può posticipa il più possibile il ritorno in città, magari con la scusa: "tanto non c'ho niente da fare!".
Ma pur rimandando il più possibile, l'estate, come recita una canzone, sta finendo e piano piano tutti cominciano ad abbandonare volenti o nolenti i luoghi di vacanza. Sapendo quanto stress tale ritono può compotare, gli esperti hanno già diffuso i primi consigli: favorire una dieta ricca di fibre idrosolubili (mele, carote e agrumi) ed evitare il caffé (rende più nervosi) ma anche crusca e prodotti integrali (chi pensa al lavoro ha già abbastanza "stress intestinale").
Se ciò non bastasse, meglio per i primi tempi utilizzare un vestiario casual, poiché "l'organismo potrebbe risentire del passaggio dall'abbigliamento informale delle vacanze alle uniformi lavorative o scolastiche", come si legge nei consigli pratici diffusi dall'Ansa.
Ma la cura migliore, stando a quanto si legge in giro, è fare come sempre: tornare in ufficio e fare finta di lavorare.

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