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Paolo Nespoli su Soyuz "scontro frontale fra un Tir e un'utilitaria"

Paolo Nespoli rincomincia ad avere "i piedi per terra" dopo i 159 giorni passati sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per la missione MagISStra. In un collegamento organizzato da ESA e ASI, le prime impressioni "terrestri" dell'astronauta milanese.

Paolo Nespoli dopo 159 giorni sulla stazione spaziale, ha lasciato l'orbita terrestre per precipitarsi, è forse il termine giusto, con la Soyuz TMA-20 verso il Pianeta Terra destinazione Kazakistan. La missione dell'astronauta milanese (ed interista) chiamata MagISStra è la terza "di lunga durata" mai effettuata sulla ISS (la Stazione Spaziale Internazionale) e alle 4 e 26 del mattino (ora CEST) del 24 maggio la capsula Soyuz, dopo aver attivato i retrorazzi per un atterraggio il più possibile "morbido" ha riportato Nespoli e i suoi compagni di viaggio Dmitry Kondratyev e Catherine Coleman con "i piedi per terra". Le ultime notizie dell'attività dell'instancabile Paolo Nespoli sono state le fotografie che dalla Soyuz ha scattato alla ISS, per l'occasione inclinata di 130 gradi, poi per lui, un meritato "riposo" terrestre. Riposo tra virgolette, dato che un astronauta, anche dopo la missione spaziale, non ha tempo da perdere, in primis per la "riabilitazione" essenziale per riabituare il fisico all'atmosfera terrestre. Come ha raccontato in un collegamento da Houston (dove si trova attualmente), a soli due giorni dall'arrivo, nel collegamento a cura dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e all'Agenzia Spaziale Italiana (ASI), rientrare con la Soyuz è stata un'esperienza che non si può dimenticare facilmente. Lontana dalle comodità "americane" la Soyuz è infatti famosa per la sua "essenzialità" (ed affidabilità) tanto che, proprio come su una macchina da corsa "si sente la strada" nella Soyuz "si sente l'atmosfera", soprattutto al rientro. "E' un rientro che ti sveglia, se per caso ti stai addormentando" scherza Paolo Nespoli descrivendo il primo contatto con l'atmosfera terrestre: "è come uno scontro frontale fra un Tir e un'utilitaria, e tu sei sull'utilitaria". Poi Nespoli la sensazione di essere "rinchiusi" nella Soyuz TMA-20: "Sei racchiuso in bozzolo e sembra che la navetta vada in pezzi in continuazione: è un'esperienza forte. Una volta atterrato, la gravità ti sollecita i muscoli, che non usavi da sei mesi, e ti senti come se pesassi 200 chili". Ora l'astronauta italiano a Houston è in riabilitazione, visto che, come afferma lui stesso nel collegamento da Houston: "Camminare dritto era un problema, ti senti come se avessi bevuto una bottiglia di vino. Adesso ho i muscoli doloranti, mi fanno male i muscoli del collo e della schiena". E' quindi tempo di analisi, fisioterapia, reintroduzione alla gravità terrestre, percorso che durerà sei settimane ma che verrà confortato dalla vicinanza della moglie, e in particolare della figlia Sofia, due anni, che "dopo sei mesi di collegamenti in teleconferenza si è convinta che vivo nella tv". Paolo Nespoli ha anche rivelato un dettaglio molto tenero della sua bambina. Difatti, la piccola Sofia a vederlo ogni due settimane in teleconferenza. "una volta è venuta verso lo schermo e ha girato la schiena verso lo schermo - ha rivelato l'astronauta - Io non capivo perchè facesse così, ma poi mia moglie mi ha spiegato che Sofia voleva che la prendessi in braccio".

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