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Strage Nizza: "leggi repressive" col pretesto dello stato di emergenza

Il Parlamento francese è pronto ad approvare la quarta estensione allo stato di emergenza dopo la strage di Nizza, non ci siano prove che collegano l'autore della strage allo Stato Islamico. Per la Ligue des droits de l'homme il governo francese vuole solamente ad approvare "leggi repressive con il pretesto di istituire uno stato di emergenza".

Questa sera l'Assemblea nazionale francese discuterà del progetto di legge presentato dal governo per estendere in Francia lo stato di emergenza di altri 3 mesi. Se non ci fosse stata la strage di Nizza, lo stato di emergenza, dopo continui rinnovi, sarebbe dovuto terminare il 26 luglio. Nonostante non ci siano prove che collegano l'autore della strage allo Stato Islamico, Francois Hollande, smentendo se stesso a distanza di poche ore, ha però immeditamente annunciato che non era tempo, per la Francia, di ritornare ad uno Stato di Diritto.

L'articolo 1 del decreto legge prevede, oltre all'estensione di 3 mesi dello stato di emergenza in Francia, anche un proroga per perquisizioni da effettuare senza alcun mandato, in sostanza a discrezione dell'organo amministrativo. Inoltre, il testo di legge prevede anche il sequestro e l'utilizzo dei dati informatici del sospettato, provvedimento questo che invece nel mese di febbraio non era stato ammesso dal Consiglio costituzionale francese perché il legislatore non fornisce così facendo "garanzie legali" per ottenere un equilibrio tra "il diritto al rispetto della vita privata" e il "mantenimento dell'ordine pubblico". Per arginare questo blocco, nella proposta di legge si specifica che lo sfruttamento di tali dati deve avvenire "previa autorizzazione giudiziaria". Intanto però vengono sottratti al proprietario.

Infine, la legge sull'estensione dello stato di emergenza stabilisce che se da una perquisizione emerge che il sospettato ha frequentato altri luoghi, le forze dell'ordine dovranno effettuare immeditamente una ricerca nell'altro posto. In questo modo, ovviamente, le perquisizioni potrebbero essere non solo infinite ma coinvolgere anche persone che con il sospettato potrebbero non avere alcun legame, se non magari avere la sfortuna di avergli dato un biglietto da visita.

L'estensione dello stato di emergenza sarà con ogni probabilità approvato dal Parlamento francese, nonostante "tutti i parlamentari sanno che questa proroga non è necessaria" come evidenzia la Ligue des droits de l'homme, che denuncia come il governo in sostanza punti solamente ad approvare "leggi repressive" e "con il pretesto di istituire uno stato di emergenza" vengono approvati "provvedimenti estremamente gravi per le libertà". La Lega dei diritti umani francese punta anche il dito contro l'atteggiamento demagogico delle opposizioni che "non fa nulla per contrastare efficacemente gli atti terroristici ma mina tutte le sorgenti della vita democratica".

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