le notizie che fanno testo, dal 2010

C'è "menzogna di Stato" dietro la strage di Nizza? Il caso di Sandra Bertin

Il caso di Sandra Bertin sta dividendo la Francia, poiché sempre più cittadini temono che il governo voglia "censurare" il dibattito sul reale livello di sicurezza a Nizza prima della strage. Sandra Bertin accusa infatti il Ministero dell'Interno francese di averle fatto pressioni affiché inserisse nel suo rapporto che sul luogo della strage c'era anche la polizia di Stato.

Christian Estrosi, ex sindaco di Nizza ed attuale presidente della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, è convinto del fatto che dietro la strage di Nizza si celi una "menzogna di Stato". Al contrario, Bernard Cazeneuve, ministro francese degli Interni, cerca di scaricare sul Comune la responsabilità di quanto avvenuto il 14 luglio, quando un camion è piombato sulla Promenade des Anglais, investendo ed uccidendo 84 persone e ferendone circa duecento.

Anche se lo Stato Islamico ha rivendicato la strage, non è esiste alcuna prova che dimostri un possibile collegamento tra l'uomo che guidava il camion, il 31enne Mohammed Lahouaiej Bouhlel, ed il gruppo terrorista, come chiarisce anche l'Europol. Eppure il governo ha esteso per ulteriori 3 mesi (è la quarta volta) lo stato di emergenza, quello applicato anche in Turchia da Recep Tayyip Erdogan.

Ecco perché le dichiarazioni della poliziotta Sandra Bertin stanno causando imbarazzo al governo. Bertin, a capo del Centre de supervision urbain (CSU) nonché segretario generale del Sindacato autonomo della funzione pubblica territoriale (Safpt) di Nizza, ha denunciato infatti di aver ricevuto pressioni da parte del Ministero dell'Interno in merito alla relazione sugli avvenimenti accaduti la sera del 14 luglio sulla Promenade.

In una intervista a Journal du Dimanche, Sandra Bertin ricorda quando il camion è piombato all'interno dell'isola pedonale: erano le 10:33 di sera e spiega che gli agenti della municipale che dovevano impedire il passaggio dei veicoli non hanno avuto i mezzi per bloccare un autocarro che viaggiava a 90 Km orari a fari spenti. Bertin specifica che la folle corsa è durata in tutto solo un minuto, poiché alle 22:34 il camion "finisce di fronte la polizia nazionale, che spara e neutralizza" l'autista.

Sandra Bertin quindi, che ha assistito a tutta la tragica scena davanti ai monitor che trasmettevano le immagini della videosorveglianza, non mette in dubbio la presenza sul posto della polizia di Stato ma chiarisce di non aver visto dove era posizionata prima della strage. Nonostante questo, la poliziotta sostiene che il 20 luglio la sottodirezione dell'Antiterrorismo francese gli avrebbe chiesto di redigere un rapporto dove doveva essere indicata la presenza degli agenti della Polizia di Stato "in due punti".

Da ricorda infatti che il 16 luglio, due giorni dopo la strage di Nizza, fu il Ministero degli Interni ad assicurare che "i punti più sensibili" attorno al perimetro della Promenade des Anglais erano controllati dalla "polizia nazionale", sostenendo che erano presenti anche "nel punto d'ingresso del camion tanto che sarebbe stato costretto a salire sul marciapiede". Bertin afferma invece che il camion ha "ignorato il blocco della polizia municipale".

Sandra Bertin riferisce quindi di aver ricevuto pressioni per oltre un'ora, prima di prendere la decisione di inviare un rapporto in un formato PDF non modificabile e uno modificabile, come la poliziotta sostiene gli sia stato "consigliato" da questo emissario del Ministero dell'Interno per evitare di farle "riscrivere tutto". Sandra Bertin conferma inoltre che qualche giorno dopo questo episodio sempre la sottodirezione dell'Antiterrorismo le ha chiesto di "cancellare i video delle 6 telecamere citate nella relazione, quelle che hanno registrato la strage".

Il Comune di Nizza si è opposto alla richiesta di cancellazione delle registrazioni della sera della strage e si è schierato al fianco di Sandra Bertin quando il ministro Bernard Cazeneuve ha annunciato di aver presentato una denuncia per diffamazione contro la poliziotta. Ma il caso Sandra Bertin sta dividendo la Francia, con sempre più cittadini pronti a credere nella versione della poliziotta poiché temono che il governo voglia impedire che si dibatta apertamente sul reale livello di sicurezza che vigeva il 14 luglio. Domande ancor più legittime visto i francesi stanno rinunciando ad alcuni loro diritti in virtù di uno stato di emergenza che però non riesce nemmeno a vigilare su un'area pedonale durante la Festa nazionale.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: