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Staminali amniotiche per rigenerazione retina. Italia all'avanguardia

"Anche il nostro Paese insieme agli Stati Uniti è all'avanguardia negli studi delle cellule staminali, in particolare le amniotiche, per la cura delle malattie degenerative dell'occhio" spiega Giuseppe Simoni, direttore scientifico del Biocell Center.

Le cellule staminali amniotiche "rappresentano l'approccio più innovativo in questo campo sia per le loro caratteristiche biologiche che per quelle etiche. Soltanto le amniotiche mettono d'accordo scienza ed etica" spiega il professor Giuseppe Simoni, direttore scientifico del Biocell Center, il primo centro al mondo per la crioconservazione delle staminali amniotiche. Le cellule staminali amniotiche hanno infatti caratteristiche biologiche molti simili alle staminali embrionali, come dimostrerebbe una ricerca condotta dall'Università Harvard e dall'Istituto di Medicina dell'Università di Wake Forest, nella Carolina del Nord (Il Sole 24 Ore - http://is.gd/WXA7KM), ma dal punto di vista etico sono maggiormente "accettate" visto che non causano la distruzione dell'embrione. Le staminali amniotiche si trovano infatti nel liquido amniotico che circonda il feto durante la gestazione e come spiega sempre in una nota Giuseppe Simoni "anche il nostro Paese insieme agli Stati Uniti è all'avanguardia negli studi delle cellule staminali, in particolare le amniotiche, per la cura delle malattie degenerative dell'occhio". "La notizia arrivata dal Riken Center di Kobe in Giappone, dove è stata 'creata' una retina animale con cellule staminali - ricorda il professore - avvalora gli studi che Biocell ha avviato nel settembre 2009 con il Dipartimento di Oftalmologia dell'Harvard Medical School per la differenziazione delle cellule staminali amniotiche in cellule della retina". Simoni rivela che "entro fine anno potrebbero arrivare i primi importanti risultati circa l'utilizzo delle staminali amniotiche per la rigenerazione della retina in previsione di una futura applicazione terapeutica". "Gli studi avviati da Biocell ed Harvard - continua Giuseppe Simoni - hanno come obiettivo proprio quello di poter curare malattie che provocano la degenerazione della retina, come la retinite pigmentosa, attraverso l'uso delle staminali amniotiche prelevate al momento dell'amniocentesi e poi crioconservate". Il professor Simoni spiega infatti che "le staminali amniotiche possono essere utilizzate a scopo autologo, (mentre le embrionali solo a scopo eterologo) e, in modelli animali, hanno persino dimostrato di essere in grado di curare anche malformazioni congenite del feto" sottolineando ancora, punto fondamentale, come "le ricerche effettuate utilizzando cellule amniotiche che non hanno controindicazioni di carattere etico, non andando a intaccare l'embrione", a differenza appunto delle embrionali.

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