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Papa: "ricerca su cellule staminali adulte porterà grandi benefici"

Papa Benedetto XVI interviene sulle potenzialità scientifiche ed "etiche" della ricerca sulle "cellule staminali adulte", stigmatizzando la ricerca sulle cellule staminali embrionali, perché in quest'ultima si fa "il grave errore di negare il diritto inalienabile alla vita di ogni essere umano dal momento del concepimento alla morte naturale".

Papa Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza sabato 12 novembre i partecipanti al Convegno Internazionale promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, sul tema: "Adult Stem Cells: Science and the Future of Man and Culture", tenutosi nell'Aula Nuova del Sinodo in Vaticano, dal 9 all'11 novembre. Il Santo Padre ha rivolto ai partecipanti un discorso in lingua inglese che ha evidenziato l'importanza della ricerca scientifica riguardo le "cellule staminali adulte", stigmatizzando invece la distruzione dell'embrione dato che in questo modo si toglie "il diritto inalienabile alla vita di ogni essere umano dal momento del concepimento alla morte naturale". In un passaggio iniziale il Santo Padre sintetizza il concetto generale del suo ragionamento: "La ricerca scientifica offre un'opportunità unica per esplorare la meraviglia dell'universo, la complessità della natura e la bellezza distintiva della vita, compresa la vita umana. Ma dal momento che gli esseri umani sono dotati di anima immortale e sono creati ad immagine e somiglianza di Dio, ci sono dimensioni dell'esistenza umana che si trovano oltre i limiti di ciò che le scienze naturali sono competenti a determinare. Se tali limiti vengono trasgrediti, c'è il serio rischio che la dignità unica e inviolabilità della vita umana possa essere subordinata a considerazioni meramente utilitaristiche. Ma se invece questi limiti vengono debitamente rispettati, la scienza può dare un contributo davvero notevole alla promozione e alla salvaguardia della dignità dell'uomo: infatti qui sta la sua vera utilità. L'uomo, l'agente della ricerca scientifica, a volte, nella sua natura biologica, forma l'oggetto di tale ricerca. Tuttavia, la sua dignità trascendente gli dà diritto a rimanere sempre il beneficiario ultimo della ricerca scientifica e di non essere mai ridotto a suo strumento". Papa Benedetto XVI spiega il senso delle sue parole: "In questo senso, i potenziali benefici della ricerca sulle cellule staminali adulte sono molto considerevoli, dal momento che aprono le possibilità per la guarigione delle malattie degenerative croniche riparando un tessuto danneggiato e ripristinando la sua capacità di rigenerazione". Il Santo Padre quindi sottolinea l'"incoraggiamento a coloro che sono impegnati nella conduzione e sostenere queste ricerche, sempre a condizione che siano effettuate nel rispetto del bene integrale della persona umana e del bene comune della società". Il Papa quindi osserva: "Questa condizione è molto importante. La mentalità pragmatica che spesso influenza le decisioni nel mondo di oggi è fin troppo pronto ad autorizzare tutti i mezzi disponibili per raggiungere il fine desiderato, nonostante le ampie prove delle conseguenze disastrose di tale pensiero. Quando la fine è in vista è così assolutamente desiderabile la scoperta di una cura per le malattie degenerative, che è allettante per gli scienziati e responsabili politici spazzare via obiezioni etiche e di proseguire con qualsiasi ricerca sembra offrire la prospettiva di una svolta. Coloro che sostengono la ricerca sulle cellule staminali embrionali nella speranza di raggiungere un tale risultato fanno il grave errore di negare il diritto inalienabile alla vita di ogni essere umano dal momento del concepimento alla morte naturale". Il Santo Padre quindi avverte: "La distruzione di anche una sola vita umana non può mai essere giustificata in termini di beneficio che un giorno potrebbe portare ad un altro. Eppure, in generale, non tali problemi etici sorgono quando le cellule staminali vengono prelevate dai tessuti di un organismo adulto, dal sangue del cordone ombelicale al momento della nascita, o da tessuti di feti morti di morte naturale (cfr Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione Dignitas Personae, 32)". Papa Benedetto XVI riflette poi su un tema che, soprattutto durante la crisi economica che imperversa, non può essere dimenticato: "Nel richiamare l'attenzione ai bisogni degli indifesi, la Chiesa pensa non solo al nascituro, ma anche a coloro che non hanno facile accesso alle costose cure mediche. La malattia non fa eccezione alle persone, e giustizia vuole che sia fatto ogni sforzo per mettere a disposizione i frutti della ricerca scientifica di tutti coloro che ne possano trarre beneficio, indipendentemente dai loro mezzi". Papa Benedetto XVI osserva: "Qui la Chiesa è in grado di offrire assistenza concreta attraverso la sua vasta pastorale sanitaria, attiva in tanti paesi in tutto il mondo e diretta, con particolare sollecitudine ai bisogni dei poveri del mondo". Il discorso del Papa in lingua originale (in inglese, la nostra è una traduzione libera) è disponibile sul sito della Santa Sede (http://is.gd/LzYzYP).

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