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Bistecche di carne stampata in 3D? Un Bilderberg la finanzia

Una bistecca stampata sarà il cibo del futuro. Il progetto per ricavare la "carne ersatz" da una stampante 3D sarà finanziato dal cofondatore di PayPal, membro del Gruppo Bilderberg. A ottobre con le staminali bovine un altro ricercatore farà cucinare il primo hamburger di carne sintetica al "molecular gastronomist" Heston Blumenthal.

Il futuro non sarà bello perché non sarà vario. Il presente (del futuro) sarà infatti una sorta di "ciclostile automatico", non solo per ciò che attiene alla produzione intellettuale, ma anche per quanto riguarda il cibo che verrà, come ha predetto una larga parte di fantascienza sociologica, semplicemente "stampato". Uno dei tycoon di internet Peter Thiel, cofondatore di PayPal, finanziatore di Facebook ed "elencato come un membro del Comitato Direttivo del Gruppo Bilderberg" , ha investito centinaia di migliaia di euro in una start-up che promette di arrivare a stampare bistecche di carne, o meglio di pseudocarne, tramite una speciale stampante 3D. La start-up si chiama "Modern Meadow" e si basa sulla tecnologia delle 3D printer ampiamente utilizzate, grazie a speciali plastiche (che sarebbero il loro "toner") per produrre oggetti tridimensionali. Il meccanismo di funzionamento è semplice: si depositano sottili "fettine" plastiche, con geometrica precisione digitale, ed ecco che, sovrapposte l'una sull'altra, "emerge" un oggetto "a tre dimensioni". Combinando le tecniche di rigenerazione cellulare del derma (usate ad esempio in chirurgia plastica) e dei "bioreattori" per stimolare il tessuto muscolare (utilizzando corrente elettrica, come negli "elettrostimolatori" che impazzavano sino a qualche anno fa) ecco che dalla stampante della "Modern Meadow" dovrebbero uscire delle belle bistecche Frankenstein. E questa volta "carne Frankenstein" non in senso OGM, ma in senso voltaico, più vicino, se vogliamo, all'originale di Mary Shelley. Una tecnologia questa che pare abbia immediatamente eccitato il mondo dei "vegetariani mainstream" che paiono paradossalmente affamati di carne se questa è "scollegata" dalla sua origine animale (?). La notizia della "carne artificiale" (carne sintetica, o pseudocarne, come la si voglia chiamare), ha però un passato recente, ed europeo. Solamente nel febbraio scorso si era già parlato di "carne artificiale" quando Mark Post dell'Università di Maastricht aveva annunciato al meeting della American Academy of Arts and Sciences di Vancouver di essere pronto, ad ottobre prossimo venturo, a fabbricare il primo "hamburger sintetico", costruito tramite cellule staminali bovine, che sarà cucinato da Heston Blumenthal, chef "tre stelle Michelin", ma anche noto "molecular gastronomist". Scontato (soprattutto per chi segue le vicende del Bilderberg) che tutti e due i "neo produttori" di "carne ersatz" abbiano pensato alla "carne sintetica" per "salvare il pianeta dai cambiamenti climatici" dato che, secondo uno studio del National Institute of Livestock and Grassland Science (NILGS) in Giappone si informa che 2,2 chili di carne bovina sono responsabili dello stesso rilascio di anidride carbonica emessa da un'auto europea di media cilindrata che viaggia per 250 chilometri. L'ideale strada quindi, secondo alcuni esperti illuminati, per "tornare alla natura" sarebbe quella di un futuro dove si produce "carne stampata" con l'energia atomica proveniente dalle centrali nucleari. E forse questo avverrà quando anche la "pelle d'oca" sarà per tutti solamente un ricordo. Sintetico. O impiantato?

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