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Stalking: con 1.500 euro si cancella reato. Ferranti (PD) fa dietrofront

CGIL, CISL e UIL avevano avvertito che la riforma del codice penale avrebbe cancellato il reato di stalking se il persecutore pagava una somma ad una vittima. Ed infatti, il Tribunale di Torino ha ritenuto "congrua" una somma di 1.500 euro per 2 mesi di pedinamenti in auto.

Anche se più esponenti del Partito Democratico avevano bollato l'avvertimento di CGIL, CISL e UIL una "fake news", ciò che i sindacati temevano si è purtroppo avverato.
Nella riforma del codice penale, infatti, è stata inserita la cancellazione del reato di stalking se il persecutore accetterà di pagare alla vittima una somma come risarcimento della persecuzione.
"Senza il consenso della vittima l'imputato potrà estinguere il reato pagando una somma se il giudice la riterrà congrua, versandola anche a rate. - sottolineavano i sindacati - Si presume inoltre che la legge sia estesa a tutti i reati contro la persona che prevedono una pena di 4 anni di condanna. Un'assurdità di una gravità assoluta, peraltro, in totale contrasto anche con la Convenzione di Istanbul".

Donatella Ferranti, deputata del PD e presidente della Commissione Giustizia della Camera, aveva assicurato che queste dichiarazioni erano "da irresponsabili e senza alcun fondamento" etichettandole come "puro terrorismo psicologico". Eppure, il ministro della Giustizia Andrea Orlando alla fine era stato costretto ad ammettere che "per evitare qualunque possibilità di equivoco interpretativo si deve agire riconsiderando la punibilità a querela prevista nella legge del 2009".
Nel frattempo, però, le vittime di stalking potrebbero non avere giustizia.

Il Tribunale di Torino ha infatti applicato il nuovo istituto sulla giustizia riparativa e concesso ad uno stalker di pagare 1.500 euro alla ragazza seguita in auto "ovunque lei si recasse" (come si legge negli atti giudiziari) per circa 2 mesi. La ragazza ha rifiutato tale somma, non ritenendo la cifra adatta per la persecuzione subita. Per il gup (una donna) invece la somma era "congrua" al tipo di reato avvenuto, disponendo quindi che la somma venisse versata nel conto della vittima ed estinguendo, di conseguenza, il reato.

Dopo tale sentenza, la Ferranti si scaglia contro quei magistrati che applicano la norma per "eliminare i fascicoli dal tavolo degli uffici giudiziari". "Dobbiamo lavorare sulla formazione di una cultura di questa nuova forma di applicazione della legge" afferma l'esponente dem, aggiungendo però: "Siccome non possiamo farlo sulla pelle delle vittime, la soluzione più drastica è escludere da questo istituto lo stalking. Insieme a Senato e Governo stiamo lavorando in questo senso". Se questo lavoro fosse però iniziato dopo il monito dei sindacati, forse la ragazza non avrebbe dovuto subire questa ennesima prevaricazione.

© riproduzione riservata | online: | update: 06/10/2017

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